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Saverio Gileno, coordinatore del Collettivo Studentesco di Pescara

Saverio Gileno, coordinatore del Collettivo Studentesco di Pescara

Mercato etnico: Collettivo Studentesco, "Il vero degrado è l'atteggiamento di chiusura"

Il coordinatore Saverio Gileno interviene in merito allo sgombero delle bancarelle vicino all'area di risulta: "No allo stop delle frontiere per paura del diverso in tutta Europa, sarebbe un ritorno al passato"

"Un primo blitz per lo sgombero era già stato pianificato per l'11 agosto dell'anno scorso, ma si è deciso di soprassedere per trovare una location alternativa. La location alternativa non è ancora pronta ma l'amministrazione Alessandrini, sotto le pressioni di Forza Nuova, sta accelerando il processo di sgombero. Forza Nuova ha più volte richiesto lo sgombero del mercatino, mascherando la propria xenofobia dietro una questione di legalità e di ordine pubblico, affermando che bisogna arginare il "degrado". L'utilizzo del termine "degrado" è semplicemente un velo che serve a coprire la propria intolleranza verso il diverso, ed è causato da un mancato investimento sull'integrazione".

Così in una nota Saverio Gileno, coordinatore del Collettivo Studentesco di Pescara, che interviene in merito allo sgombero del mercatino etnico vicino all'area di risulta.

"Ora che lo sgombero sembra imminente - si legge nel comunicato inviato alla stampa - i vari militanti di Forza Nuova sono scesi a presidiare la zona per assistere "all'evento storico", come lo chiamano loro, ribadendo che si dissociano da eventuali comportamenti violenti, perché sanno che, fondamentalmente, il loro comportamento potrebbe provocare azioni violente. Il degrado non sta nel mercatino dei senegalesi, il vero degrado è l'atteggiamento di chiusura delle frontiere per paura del diverso in tutta Europa, un ritorno al passato che porta all'emarginazione e alla ghettizzazione degli stranieri".

Il Collettivo Studentesco di Pescara ritiene che lo sgombero, che "andrebbe a creare ulteriore emarginazione", non possa essere effettuato nelle condizioni attuali, perchè "c'è bisogno di una soluzione certa e non di soluzioni provvisorie che non contemplano certezze in futuro".

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