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Domenica, 28 Novembre 2021
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Settimana corta al Classico, respinto il ricorso: i genitori annunciano battaglia

Il Tar ha dato il via libera ma il Comitato dei Contrari non molla: "Valuteremo se rivolgerci al Consiglio di Stato". Intanto la preside D'Amico auspica serenità in attesa della partenza ufficiale fissata per il 2 ottobre

Il Tar ha respinto il ricorso dei genitori dando di fatto il via libera alla settimana corta nel Liceo Classico “G. d’Annunzio” di Pescara. Nonostante ciò, il Comitato dei Contrari non molla: "Valuteremo se rivolgerci al Consiglio di Stato", fanno sapere. La preside Donatella D'Amico auspica che torni presto un'atmosfera di serenità, anche se visti i presupposti è difficile credere che alla fine sarà così. Tutto ciò in attesa della partenza ufficiale della settimana corta, fissata per il 2 ottobre.

Gli orari delle lezioni

Le lezioni si terranno dal lunedì al venerdì secondo la seguente distribuzione oraria: gli studenti del ginnasio staranno a scuola dalle 8:15 alle 13:45 (6 ore di lezione) per tre giorni su cinque. I loro compagni del liceo, invece, il lunedì saranno in classe dalle 8:15 alle 13:45 (6 ore di lezione) e dalle 14:30 alle 16:20 (altre 2 ore di lezione) con una pausa di 45 minuti. Dal martedì al venerdì faranno lezione dalle 8:15 alle 13:45.

“Nella riunione del Consiglio di Istituto del 17 giugno – scrive in una nota il Comitato – in cui una maggioranza molto risicata deliberò questo nuovo orario, il Dirigente Scolastico ci rassicurò dicendo che “la scuola si impegna a mettere nelle ultime ore le materie meno gravose”. L’impegno, però, non è stato mantenuto: l’orario attualmente in vigore prevede, nelle due ore pomeridiane del lunedì e nelle ultime ore antimeridiane, Latino, Greco, Italiano, Filosofia, Storia, Matematica e Fisica”.

La polemica sulla pausa pranzo

Altra incognita è quella della pausa pranzo. Sempre nella riunione del 17 giugno la preside D’Amico disse che i ragazzi avrebbero usufruito del servizio catering offerto dalla scuola. Offerta sicuramente generosa, ma di difficile realizzazione se si considera che nello stabile del Liceo classico mancano aule a norma per ospitare in sicurezza 300 ragazzi tutti insieme.

Il ricorso del Comitato

Il ricorso del Comitato, composto fattivamente da un centinaio di persone, si basava su un principio fondamentale "ribadito da una recente sentenza della Corte Costituzionale e venuto meno in questa circostanza, ovvero che è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionare la doverosa erogazione. L’istituzione della settimana corta, invece, sembra perseguire di fatto, in mancanza di valide motivazioni didattiche, unicamente presunti risparmi, sacrificando i ragazzi a ritmi concitati che non assecondano la sedimentazione delle conoscenze. Tutto questo in barba ad una lunga serie di studi sul fisiologico calo di concentrazione e capacità di apprendimento dopo le 12 del mattino e i numerosi appelli di insegnati in tutta Italia che evidenziano le gravi problematicità di una simile distribuzione degli orari. Se con l’Autonomia Scolastica, interpretata in un certo modo, il dirigente scolastico ha più le sembianze di un manager d’azienda che quella di tutore dell’istruzione per migliaia di ragazzi, c’é anche da sottolineare il problema della reale sussistenza di democraticità nel processo decisionale in capo agli organi collegiali, consiglio docenti e consiglio d’Istituto, preposti a votare provvedimenti che, come la settimana corta, forzano i ritmi naturali dei ragazzi".

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