Serra per la coltivazione della marijuana in un garage con 200 piante, arrestati 3 pescaresi [VIDEO]

A essere arrestati in flagranza di reato ieri pomeriggio, mercoledì 19 agosto, sono stati R.M. 46 anni, D.F. 54 anni e L.L. 30 anni

Tre uomini di Pescara sono stati tratti in arresto dalla polizia dopo la scoperta di una serra attrezzata in maniera professionale per la coltivazione della marijuana all'interno di un garage in una casa di Ripa Teatina. 
A essere arrestati in flagranza di reato ieri pomeriggio, mercoledì 19 agosto, sono stati R.M. 46 anni, D.F. 54 anni e L.L. 30 anni. 

Gli agenti della sezione "antidroga" della Squadra Mobile hanno fatto irruzione in una isolata villetta nelle campagne di Ripa Teatina scoprendo una vera e propria coltivazione di piante di marijuana nel garage della stessa.

Seguendo i movimenti di R.M., sospettato di essere dedito a traffici di sostanze stupefacenti, i poliziotti sono arrivati a individuare la villetta, che si presentava internamente piuttosto spoglia e disadorna. In un primo momento è stato rintracciato al suo interno il solo D.F., ritenuto essere il “custode” della casa, il quale ha negato la presenza di altre persone. A smentirlo, però, era un foro, di circa un metro per un metro, ricavato nel pavimento e debitamente camuffato, dal quale i poliziotti hanno visto spuntare proprio R.M. ed L.L., quest’ultimo di professione giardiniere. Da lì, grazie a una scala di metallo, si accedeva al sottostante garage (la cui porta era stata chiusa con una catena e sigillata per non far percepire all’esterno l’odore proveniente dalle piante, che avrebbe potuto insospettire eventuali curiosi), all’interno del quale era stata allestita la serra, dove gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato più di duecento piante, in vaso, di marijuana già in infiorescenza.

Nell’area adibita a coltivazione sono stati rinvenuti materiali per l’irrigazione, la concimazione e l’areazione delle piante. Attraverso un sofisticato sistema di componenti elettronici era possibile controllare e gestire i livelli di temperatura e umidità della serra e l’intensità delle numerose lampade ivi presenti. Inoltre, nel piano sovrastante, era presente un sistema di videoregistrazione, con tanto di monitor che consentiva di visionare sia il termostato della serra che l’esterno dell’abitazione, per cercare di scongiurare il rischio di visite “non gradite”.

Gli arrestati, posti ai domiciliari nelle loro abitazioni di Pescara, sono ora a disposizione del sostituto procuratore della Repubbblica di Chieti, Giuseppe Falasca che dirige le indagini.

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