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Scoperto a Montesilvano il covo delle carte clonate

I Carabinieri di Montesilvano hanno scoperto il covo dove venivano clonate carte di credito per effettuare acquisti in modo fraudolento. Un nigeriano è stato arrestato e due donne denunciate. L'operazione "Morello" segue le indagini del 28 maggio quando altri due nigeriani furono arrestati

I Carabinieri di Montesilvano hanno scoperto il covo dei nigeriani dove venivano clonate carte di credito i cui codici venivano rubati durante i prelievi e via internet.

L'operazione "Morello" segue l'arresto di due cittadini nigeriani avvenuto il 28 maggio scorso, quando ci fu un inseguimento nelle vie del centro della cittadina costiera. Un commerciante si era accorto che i due malviventi volevano effettuare acquisti con una carta di credito falsa, ed aveva prontamente avvertito i Carabinieri.

I due uomini furono arrestati, e così partirono le indagini per individuare i complici e scovare il covo dove avvenivano le clonazioni.

Grazie alle tracce lasciate dalla carta sequestrata, che mostra una serie di acquisti per un valore di oltre 15.000 euro, oltre ad alcuni pedinamenti, si è riusciti a risalire all'appartamento in questione, ubicato in Corso Umberto 201.

I Carabinieri hanno così fatto irruzione nell'abitazione, dove hanno trovato un cittadino nigeriano e due donne, oltre a tutto il materiale necessario per clonare le carte di credito. Due computer portatili, uno skimmer, delle macchine fotografiche ed alcune carte di credito vergini pronte per essere utilizzate.

Inoltre, rinvenuti alcuni documenti e passaporti falsi, perfettamente identici a quelli originali, ed una quantità notevole di merce di un certo valore. Si stima che l'ammontare complessivo degli acquisti fraudolenti possa superare i 50.000 euro.

La tecnica della clonazione era relativamente semplice: grazie ad alcune telecamere installate sopra gli sportelli del bancomat nel pescarese, venivano copiati i codici personali. Successivamente, si passava alla clonazione del numero di serie ed alla stampa sulle carte vergini. La truffa avveniva anche via internet, tramite la tecnica del phishing.

Il cittadino nigeriano Adewusi Olawale Kazeem è stato arrestato, mentre le due donne sono state denunciate a piede libero.
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