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Scontri Pescara Roma, 19 arresti: sette sono ultras pescaresi

La Questura di Pescara, in collaborazione con quella di Roma, ha arrestato 19 tifosi responsabili delle violenze prima e dopo l'amichevole Pescara Roma dell'8 agosto. Sette sono pescaresi

Un'amichevole estiva che si è trasformata in un incubo, con scene di guerriglia urbana nella zona dello Stadio e lungo viale Marconi a Pescara.

L'8 agosto scorso si è disputata allo Stadio Adriatico/Cornacchia l'amichevole Pescara Roma. Prima e dopo la partita ci sono stati violenti scontri che hanno duramente impegnato i 250 uomini delle Forze dell'Ordine presenti. Nell'occasione era rimasto anche ferito al volto il Capo della Squadra Volante di Pescara Alessandro Di Blasio, colpito da una bottiglia.

Oggi, a quattro mesi di distanza, la Questura di Pescara, dopo una lunga serie di indagini, in collaborazione con la Digos di Roma, ha arrestato 19 tifosi, tutti ultras abruzzesi o romanisti.

Grazie alle immagini delle telecamere fisse e mobili, gli inquirenti hanno identificato i principali responsabili dei disordini; nei loro confronti era già scattato il provvedimento di DASPO (divieto di accedere a manifestazioni sportive), mentre ora sono scattate le custodie cautelari, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e violenza in concorso; la legge di riferimento è la 401/89 comma 6bis.

Dei 19 tifosi arrestati, 7 sono ultras pescaresi, 11 ultras della Roma. Sono tutti finiti ai domiciliari.

L'altro arrestato, invece, è un abruzzese residente in Lombardia, appartenente alla tifoseria Viking dell'Inter, considerato il fomentatore della tifoseria pescarese che ha reagito alle provocazioni dei tifosi romanisti. Per lui si sono aperte le porte del carcere. E' accusato anche di istigazione a delinquere

Un gruppo di ultras giallorossi, armati di bastoni, cinghie e bottiglie, cercò di raggiungere il settore dei tifosi pescaresi. A quel punto si scatenò lo scontro in strada, lungo viale Marconi.

Il Questore dott. Passamonti ha parlato di scontri premeditati da parte dei tifosi romanisti, che hanno evitato di arrivare in città organizzati per cercare di sfuggire ai controlli delle Forze dell'Ordine, che però sono riuscite ad evitare il contatto diretto fra le due fazioni, scongiurando probabilmente conseguenze molto più gravi.

"Il messaggio che vogliamo dare è che allo stadio si va solo per guardare una partita di calcio, non per sfogare violenze e compiere reati e danneggiamenti" ha aggiunto il Questore.

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