Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

"Manca un movente", per questo il tribunale del Riesame ha scarcerato Ursino indagato per l'agguato della strada parco

Anche contraddizioni e incongruenze tra le motivazioni che hanno portato i giudici del tribunale del Riesame dell'Aquila a scarcerare Natale Ursino, originario di Locri e residente nel teramano, considerato presunto mandante dell'agguato dello scorso 1 agosto a Pescara

Contraddizioni, incongruenze e soprattutto manca un movente.
Sono queste, come riporta l'agenzia LaPresse, le motivazioni che hanno portato i giudici del tribunale del Riesame dell'Aquila a scarcerare Natale Ursino.

Ursino, originario di Locri e residente nel Teramano, è considerato il presunto mandante dell'agguato dello scorso primo agosto nel bar del Parco a Pescara nel quale venne ucciso l'architetto Walter Albi e ferito gravemente l'ex calciatore Luca Cavallito.

I due erano seduti a un tavolino quando vennero raggiunti da una raffica di colpi di pistola. I giudici hanno accolto, il 7 marzo, l'istanza dell'avvocato Cesare Placanica del foro di Roma e dell'avvocato Giovanni Scarfò del foro di Locri che difendono il calabrese, ritenuto elemento di spicco della 'ndrangheta. A scagionare il calabrese, arrestato il 14 febbraio scorso all'aeroporto di Fiumicino, sarebbe stata la stessa vittima ferita dal killer quella sera di agosto. Cavallito ha indicato come responsabile dell'agguato Cosimo Nobile, detto Mimmo, la cui posizione si appesantisce poiché, sino a ora, era considerato un mero esecutore dell'agguato. A metà novembre in tre, tutti con precedenti, risultarono iscritti nel registro degli indagati per i fatti del 1° agosto 2022, con l'accusa di omicidio e tentato omicidio. Due degli indagati erano stati arrestati il 21 settembre per l'assalto a un centro alimentare di Villanova di Cepagatti l'11 luglio dello scorso anno. Nel corso della rapina fu sottratta una pistola a una guardia giurata che sarebbe stata poi utilizzata per l'agguato del 1° agosto. Sul movente dell'omicidio e tentato omicidio del primo agosto, l'ipotesi più accreditata dagli inquirenti sarebbe un affare, da migliaia di euro, per in progetto di case galleggianti al porto turistico di Pescara.

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