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Scandalo ASL, gli arrestati respingono tutte le accuse

Primo interrogatorio davanti al GIP De Ninis per Riccardo Alderighi e gli altri tre accusati per lo scandalo ASL di Scafa. L'ex direttore della struttura nega ogni accusa, e chiede tramite i propri legali la scarcerazione. Anche gli altri negano le accuse di truffa e corruzione

Si è svolto ieri il primo interrogatorio per Riccardo Alderighi e gli altri tre accusati per lo scandalo della ASL di Scafa. Davanti al GIP De Ninis, l'ex direttore ha negato ogni accusa, dichiarando di poter dimostrare come ogni fatto contestato sia perfettamente documentabile e legale.

Per questo, i suoi avvocati hanno chiesto la revoca degli arresti, in quanto tutte le accuse che gli vengono imputate, dalla truffa aggravata alla corruzione e falso ideologico, sarebbero prive di fondamento.

Riguardo le commissioni per le assegnazioni delle invalidità, Alderighi ha replicato che ogni procedura è avvenuta in totale trasparenza e senza alcun favoritismo. Inoltre ricorda ai magistrati che ogni richiesta di assegnazione di punti di invalidità, è stata sempre approvata anche dalla commissione esterna di Pescara.

Per le invalidità assegnate senza visita medica, l'ex direttore risponde che si trattava di casi gravi ed eloquenti, come tumori o gravi malattie invalidanti, e quindi erano sufficienti i certificati e le visite specialistiche presentate dai candidati.

Sul caso del dipendente che, durante l'orario di lavoro, gli avrebbe pitturato casa, Alderighi si difende dichiarando che l'uomo è un vecchio amico di famiglia da prima che iniziasse a lavorare nella ASL. Il favore di dipingere casa è stata un' idea dello stesso dipendente, che voleva ricambiare un favore fatto dalla famiglia di Alderighi, che nulla avrebbe a che fare con l'assunzione alla ASL.

Infine sul dialogo intercettato riguardante la sua assenza per una battuta di caccia dal posto di lavoro, l'accusato avrebbe chiesto un giorno di ferie regolarmente documentato.

Anche gli altri imputati, compresa la segretaria Nadia Nubile, respingono tutte le accuse. In particolare la Nubile afferma di aver restituito via posta le 50 euro dategli da un paziente che aveva ricevuto l'invalidità richiesta.

Nei prossimi giorni il GIP dopo aver ascoltato il pm Varone, deciderà se tenere in carcere i quattro arrestati.
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