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Sansificio, il titolare attacca Alessandrini: "Chiudiamo per colpa sua"

Il titolare del sansificio Schiavone ha scritto una lettera aperta in cui punta il dito contro la burocrazia e contro il primo cittadino, in merito alla questione della nuova sospensione dell'attività

Una lettera aperta del titolare del sansificio Schiavone, al centro di numerose polemiche negli ultimi mesi per i cattivi odori generati dalla combustione della sansa, che hanno portato a diversi stop dell'attività.

L'imprenditore attacca duramente il sindaco Alessandrini e la burocrazia, responsabili della chiusura dell'impianto con il rischio che 20 dipendenti possano perdere il posto di lavoro.

In particolare, Schiavone sottolinea come, dopo le osservazioni presentate dall'Arta e dalla Provincia, l'impianto sia stato dotato di un sistema di filtraggio dei fumi costato 100 mila euro, con l'autorizzazione a riaprire l'impianto per 4 giorni per condurre dei test per verificare il miglioramento della situazione.

Ma dopo un giorno di attività, a causa dei presunti malori avuti da alcuni dipendenti di Attiva nel piazzale antistante all'azienda, che confina proprio con il sansificio, il sindaco ha imposto con un'ordinanza urgente lo spegnimento dell'impianto.

"Il processo di essiccazione della sansa è un processo naturale che non genera immissioni nocive per la salute e per l'ambiente. Purtroppo il sindaco Alessandrini ha perso di lucidità dopo le note pressioni ricevute dagli ambientalisti" ha dichiarato Schiavone, che annuncia un ricorso al Tar per annullare l'ordinanza di chiusura.

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