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Cronaca

Sanitopoli e Housework dieci anni dopo: il tramonto di Del Turco e l'ascesa di D'Alfonso

Sono passati 10 anni da quel 2008, anno "horribilis" per la classe politica abruzzese con gli arresti prima del Governatore Del Turco e poi dell'allora sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso

In principio fu Salini. Poi venne Del Turco e a seguire il processo che coinvolse l'allora sindaco di Pescara e futuro Governatore d'Abruzzo, Luciano D'Alfonso. Accuse pesanti, colpi di scena clamorosi e assoluzioni discutibili. Scandali talmente "scandalosi" che hanno marchiato a fuoco l'immagine di un'intera regione e del suo perverso sistema politico, economico e giudiziario.

Proprio per non farci mancare nulla, la vicenda Chiodi e lady Letizia (una versione trash del sexygate Clinton-Lewinsky), passata in secondo piano, fa quasi tenerezza. Il 2008, "annus horribilis" per i poteri forti nostrani, proiettò i due maggiori esponenti del centrosinistra abruzzese nelle aule di tribunale. A distanza di dieci anni c'è ancora chi si interroga sulle sentenze emesse e sulle motivazioni dei giudici.

Del Turco: l'uscita di scena dopo l'assoluzione

L'inchiesta "$anitopoli" e quei sei milioni di euro che non furono mai rintracciati mise alla luce la pratica tangentista, spesso utilizzata in politica per ottenere favori e privilegi. Le numerosi contraddizioni di Angelini non smontarono di fatto il quadro accusatorio nei confronti di Ottaviano Del Turco, passato dalle sontuose stanze dell'Emiciclo ad un'angusta cella di un penitenziario. Al Presidente della Regione Abruzzo vennero ipotizzati i reati di associazione a delinquere, truffa, corruzione e concussione. Quasi un mese dietro le sbarre, sbattuto in prima pagina e con l'indice puntato addosso da parte dei media e di tutte le forze politiche avverse. Nel corso dei vari procedimenti e gradi di giudizio, l'ex Ministro venne poi parzialmente assolto, ma fu costretto a sparire dalla scena e isolarsi nella sua dimora di Collelongo, tra quadri d'autore e oggetti d'arte.

DEL TURCO ASSOLTO PER L'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

D'Alfonso: dalle manette al seggio in Senato

Qualche mese dopo (era il dicembre del 2008) andò decisamente meglio all'allora primo cittadino di Pescara che inciampò nella sua scalata ai vertici della politica nazionale. L'inchiesta denominata Housework non riguardava la sanità privata, ma per alcuni aspetti e capi di imputazione ricordava il modus operandi non proprio trasparente adottato dal suo predecessore. Un altro collegamento fra le due vicende giudiziarie è lo stesso Procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi, oggi in pensione e più volte candidato alle elezioni amministrative nel collegio aquilano. Per D'Alfonso, dopo soli nove giorni di detenzione preventiva ai domiciliari, fu un trionfo con ben 25 assoluzioni, ma con quell'incognita di due prescrizioni, una delle quali rifiutata dallo stesso imputato, che non lo hanno reso del tutto immacolato.

HOUSEWORK, ASSOLTO D'ALFONSO

Una macchia che non ha offuscato la sua ascesa, anzi. D'Alfonso ne uscì rafforzato anche dopo le conseguenti e naturali dimissioni da Sindaco, poi ritirate e corrette con un'autosospensione per motivi di salute. Seguirono almeno altri 30 scagionamenti con formula piena nei processi "Mare-Monti" e "Caligola" che decretarono la consistenza di un uomo difficile da scalfire  e della sua corazza difensiva. Per ogni accusa, una motivata e credibile giustificazione, tanto da guadagnarsi la stima ed il sostegno di gran parte dell'elettorato e della classe imprenditoriale che lo hanno condotto in Senato fra gli eletti (pochi) del PD alle ultime Politiche.

Che fosse anche amico di Trifuoggi è un dato apparentemente irrilevante. Che sia stato invece il più acerrimo rivale politico di Del Turco è palesemente oggettivo. I due Governatori di ieri e di oggi sono chiamati ad affrontare, unitamente a Chiodi, un nuovo e più complesso procedimento giudiziario; quello di Rigopiano. Resta il fatto che tra fascicoli, appelli, Cassazione e segreti istruttori, i cittadini ed elettori abruzzesi non hanno ancora capito, a distanza di dieci anni, la sostanziale differenza tra chi governa e chi amministra. E chi comanda.

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