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Sanitopoli, Corte d'Appello: "Non si può mettere in dubbio la credibilità di Angelini"

Sono state rese note le motivazioni della sentenza di secondo grado nell'ambito del processo sulle tangenti nella sanità abruzzese. Il commento dell'ex governatore Del Turco: "L'accusa risulta demolita da questa sentenza"

Sono state rese note le motivazioni della sentenza di secondo grado nell'ambito del processo 'Sanitopoli' sulle tangenti nella sanità abruzzese. Nelle motivazioni si legge tra le altre cose che, secondo la Corte d'Appello dell'Aquila, "non può essere ragionevolmente messa in dubbio la credibilità soggettiva e oggettiva di Angelini".

L'imprenditore Vincenzo Angelini è colui che la stampa ha sempre definito "il grande accusatore" e che di fatto, con le sue dichiarazioni, ha contribuito a delineare il quadro giudiziario di cui ora stiamo parlando.

Duro il commento dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, condannato in Appello a 4 anni e due mesi di reclusione per induzione indebita, cioè la vecchia concussione per induzione modificata dalla legge Severino:

"L'accusa risulta semplicemente demolita da questa sentenza, che a me pare piuttosto una sentenza di assoluzione travestita da sentenza di condanna".

Del Turco, che in passato è stato anche ministro, definisce "ancora più incredibili le strabilianti dichiarazioni di chi ha detto, all'indomani della lettura del dispositivo, che la sentenza avrebbe nella sostanza fatto salvo l'impianto accusatorio".

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