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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Aveva ricevuto offese legate alla sua identità di genere, risarcimento per diffamazione a donna transgender

La sentenza del giudice di pace di Roma riconosce 1.800 euro ad Aurora Consolo, difesa dall'avvocato pescarese Edno Gargano

Una sentenza riconosce 1.800 euro di risarcimento per diffamazione a una donna transgender per aver ricevuto offese legate alla sua identità di genere:
Il provvedimento emesso dal giudice di pace di Roma lo scorso 25 marzo (numero 3383/2024), rappresenta una vittoria significativa per i diritti delle persone transgender e contro l'hate speech online.

Aurora Consolo, difesa dall'avvocato pescarese Edno Gargano e dal suo studio legale Eg Avvocati di Pescara, ha ottenuto un risarcimento di 1.800 euro per diffamazione aggravata.

Il caso risale al 2021, quando Aurora Consolo è stata bersaglio di insulti legati al suo aspetto fisico sotto un post su Facebook di Fabrizio Marrazzo (portavoce partito Gay Lgbt+), che sensibilizzava sulla tematica transgender. Un utente, utilizzando un profilo fake, aveva commentato in modo denigratorio insinuando dubbi sulla sua identità di genere con la seguente frase: ”Ma ha fatto qualcosa per scatenare tutto sto inferno? Che sia un uomo mascherato è indubbio”. L'avvocato Edno Gargano ha quindi rappresentato la sua cliente, dimostrando in giudizio che tali affermazioni configuravano una chiara diffamazione aggravata, e ottenendo un risarcimento per le dette offese.

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Questo il commento del legale Gargano: «Questa sentenza rappresenta un passo importante nella tutela dei diritti delle persone transgender, spesso vittime di discriminazioni e attacchi d’odio. Il riconoscimento del risarcimento per diffamazione aggravata a favore della signora Aurora Consolo è un monito per chi pensa di poter impunemente offendere e ledere la dignità altrui. Negli ultimi anni, il mio studio si è dedicato approfonditamente all’hate speech e al fenomeno dell’odio online. Ho notato una grande disinformazione sugli utenti riguardo ai rischi legali di tali comportamenti. È fondamentale arginare questo fenomeno sui social, informando gli utenti che scrivere offese online può configurare il reato di diffamazione aggravata, che secondo il III comma dell’art. 595 c.p. prevede una pena da sei mesi a tre anni di reclusione o una multa non inferiore a 516 euro, oltre al risarcimento dei danni per la persona lesa. Questa sentenza sottolinea l'importanza di combattere la diffamazione e l'odio online, specialmente contro le minoranze vulnerabili, e mostra le conseguenze legali che possono derivare da tali azioni».

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