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Donna morta in ospedale a Pescara per una setticemia: la Asl dovà pagare risarcimento da oltre un milione

Il giudice civile di Lanciano ha disposto il pagamento del risarcimento in favore dei familiari di una donna di 59 anni morta per setticemia dopo un esame coronarografico

Dovrà pagare un riascrimento di 1.015.740 euro più 57 mila euro di spese legali la Asl di Pescara in favore dei familiari di una donna di 59 anni di Lanciano morta all'ospedale di Pescara il 26 gennaio 2013 per setticemia.

Lo ha stabilito il giudice civile di Lanciano che ha riconosciuto responsabile professionalmente la Asl per le complicanze derivate da una coronarografia svolta nel nosocomio con accesso femorale alla gamba destra.L'avvocato Marchese che difendeva la Asl pescarese aveva chiesto il rigetto del ricorso.

La procura di Pescara aprì un fascicolo a livello penale archiviando però il procedimento. In sede civile sono stati nominati tre periti con risultati contrastanti, ma il giudice ha ritenuta valida la perizia di un esperto dell'università La Sapienza di Roma che aveva collegato il decesso per arresto cardiaco alla setticemia provocata dalla non perfetta sterilità del catetere introdotto e dopo l'esame non ci furono la profilassi antibiotica o ulteriori controlli. La donna venne ricoverata il 24 gennaio, per l'esame svolto il 25 gennaio. Il decesso avvenne il giorno successivo.

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