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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Hotel Rigopiano: risate un'ora prima della valanga, è polemica

Dipendente dell'Anas: "Se dobbiamo liberare la spa, facciamo pure il bagno". Ricostruito ciò che avvenne nei giorni del maltempo. Diffusa anche la telefonata di Lorenzo Sospiri con il segretario del presidente della Regione

"E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno. Cioè, ho capito che dobbiamo arrivare fin lì, però insomma è una bella tirata".

Queste le parole pronunciate al telefono da un dipendente dell'Anas alle 15.35 del 18 gennaio 2017, poco più di un'ora prima che una valanga travolgesse l'Hotel Rigopiano di Farindola. L'interlocutore al telefono con l'uomo ride. Ovviamente è polemica dopo la diffusione di questa conversazione, contenuta nell'informativa della Squadra Mobile di Pescara inviata alla Procura del capoluogo adriatico.

"La gente sta morendo, voi non vi rendete conto"

"La gente sta morendo e voi non vi rendete conto". Questa una delle intercettazioni contenute nell'informativa del nucleo ecologico dei Carabinieri di Pescara, rientrata nelle carte dell'inchiesta dell'hotel Rigopiano, dove il 18 gennaio scorso sono morte 29 persone sotto la valanga che ha travolto la struttura nel comune di Farindola, in provincia di Pescara.

A parlare è il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, discutendo con Claudio Ruffini, a quell'epoca segretario del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso. Ruffini e D'Alfonso non sono indagati per Rigopiano, ma solo citati in queste conversazioni raccolte nell'ambito un'altra inchiesta sugli appalti della Regione.

Dello stesso tenore della frase di Sospiri è quella di Giuseppina Manente, ufficio stampa della Provincia di Teramo, territorio in piena emergenza in quei giorni. "Qui conteremo i morti x carenza di soccorsi, forse non vi state rendendo conto", scrive in un sms inviato alle 21,45 a Ruffini, delegato da D'Alfonso per seguire tutte le operazioni. Ruolo evidenziato nero su bianco nell'informativa:

"Deve essere rimarcato che il presidente Luciano D'Alfonso aveva delegato Claudio Ruffini alla gestione dei mezzi spazzaneve e delle cosiddette 'turbine'".

L'informativa ricostruisce le conversazioni avvenute a livello di dirigenza regionale nelle giornate del 17 e 18 gennaio fino alle prime ore del 19 gennaio. La data di stesura della relazione è del 7 febbraio, 20 giorni dopo la tragedia. Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, alle 15,01 del 18 gennaio chiama Ruffini "che non risponde e né richiamerà", rileva l'informativa, che nelle considerazioni finali rileva:

"Nessun commento è necessario ad evidenziare ulteriormente come Ruffini non abbia né risposto né richiamato il sindaco di Farindola quando questi aveva tentato di contattarlo ben prima della terribile nota slavina".

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