Cronaca

Riconferma di Tonelli alla guida di Tua nel 2017: il consiglio di Stato dà ragione all'ex presidente di Regione D'Alfonso

"Infondato" l'appello della società di trasporto pubblico sulla decisione del Tar (Tribunale regionale amministrativo) che riconobbe le ragioni della difesa dell'attuale deputato: al centro del ricorso il doppio incarico di Tonelli che era anche presidente di Pescara Energia in quanto in Tua Tonelli era risultato destinatario di diverse deleghe gesionali

“Infondato” per la quinta sezione del consiglio di Stato l'appello con cui Tua chiedeva di riformare la sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) sulla riconferma di Tullio Tonelli alla guida della società di trasporto pubblico cui l'incarico da presidente gli fu conferito il 12 settembre 2017 dall'allora presidente della Regione Luciano D'Alfonso che dunque si è visto riconosciute le sue ragioni. Al centro della vicenda l'incompatibilità degli incarichi dato che al tempo Tonelli era anche presidente di Pescara Energia, società partecipata del Comune e dunque anch'essa pubblica.

L'incompatibilità tra i due incarichi, come ricorda lo stesso D'Alfonso nella nota con cui annuncia la decisione del consiglio di Stato, “veniva ravvisata dal momento che Tonelli era risultato destinatario, quale presidente Tua, di diverse deleghe di natura gestionale” come nomina consulenti, poteri di spesa e nomina di commissioni di concorso. “Deleghe queste – specifica – tutte intervenute tra la prima nomina (febbraio 2017) e l'atto di riconferma (settembre 2017)”.

È il 13 maggio 2019 che il responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza di Tua applicava nei confronti di D'Alfonso la sanzione della inibizione nel conferire nuovi incarichi per un periodi di tre mesi così come previsto dall'articolo 18 del decreto legislativo 39 del 2013. In particolare si trattava, prosegue la nota, di “inibitoria trimestrale differita, ossia condizionata alla circostanza che questi possa, in futuro, di nuovo assumere la carica di presidente di Regione o comunque di componente di tale organismo”.

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Il provvedimento era quindi stato impugnato davanti al Tar che accolse il ricorso dell'ex presidente di Regione in quanto, ricorda ancora lo stesso, “il responsabile corruzione di Tua non avrebbe svolto alcuna indagine circa la sussistenza di colpa in capo all’ex presidente della Regione. Di qui l’integrale difetto di istruttoria e di motivazione del provvedimento recante la suddetta inibitoria trimestrale”.

Sostanzialmente le stesse ragioni con cui il consiglio di Stato ha confermato quanto già espresso laddove giudica infondato l'appello della società pubblica di trasporto affermando che, come si legge nel dispositivo, “il 'fatto notorio' della nomina ad amministratore unico di Pescara Energia poteva esser sì tenuto presente dall'allora presidente D'Alfonso (il quale era stato a suo tempo anche sindaco di Pescara), ma quel che non poteva da quest'ultimo di certo essere conosciuto (e neppure conoscibile) era la circostanza che lo stesso soggetto Tonelli poi nominato quale presidente di Tua (o meglio riconfermato in tale stessa carica) fosse stato in precedenza destinatario di simili deleghe gestionali. E ciò – scrive ancora il consiglio di Stato – in quanto questi compiti gestionali in capo al presidente di Tua erano previsti dallo statuto di Tua, ma erano stai assegnati mediante delibera del cda di Tua, dopo la prima nomina di Tonelli (20 febbraio 2017): dunque tali atti non potevano costituire 'fatti notori', ma neppure ordinariamente conoscibili, quanto meno dal titolare dell'organo di indirizzo politico”.

“La difesa del presidente D'Alfonso – prosegue quindi il dispositivo – si basa proprio su quest'ultima tesi e si rivela del tutto condivisibile”.

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