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Cronaca Penne

Ricettava oro per gruppo di Arezzo che lo riciclava in Turchia, imprenditore pescarese patteggia pena

L'uomo, nato a Napoli, era titolare di un'attività in centro a Pescara

Ha patteggiato una pena a un anno e 6 mesi l'imprenditore pescarese, originario della Campania, nel settore dei metalli preziosi, che era stato arrestato (fu ristretto ai domiciliari) nel dicembre del 2018 con l'accusa di ricettazione di oro.
L'uomo, nato a Napoli, era titolare di un'attività in centro a Pescara.

Secondo l'accusa, M.S., 56 anni, titolare di una società unipersonale attiva nel settore del commercio all'ingrosso di metalli preziosi, riforniva gioielli e preziosi di origine delittuosa poi trasformati in lingotti oggetto dell'attività di riciclaggio da parte di un gruppo di Arezzo che poi li rivendeva in Turchia. 

Il 56enne titolare dell'attività di Pescara riceveva e acquistava, pur conscendone la provenienza delittuosa, preziosi in oro successivamente consegnati a una società di Arezzo che si occupava di fonderli in lingotti anonimi e senza punzonatura poi destinati al cambio della valuta raccolta e quindi all'esportazione operata verso l'Est  All'uomo veniva contestata la consegna di oro (reperito in nero da compro oro del Pescarese attraverso circuiti verosimilmente dediti alla ricettazione) per svariati milioni di euro alla seconda società che poi si occupava di trasformare i gioielli in lingotti violando le norme antiriciclaggio, fiscali e di pubblica sicurezza.

A condurre le indagini sono furono i militari della Guardia di Finanza di Bologna (su mandato della Procura bolognese) che hanno smascherato il traffico illecito di oro.

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