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Ricatti a luci rosse, Sgarbi non risponde alle domande

Non ha voluto rispondere alle domande poste dal Pm Varone il gigolò Helg Sgarbi, interrogato a Monaco di Baviera tramite rogatoria. L'uomo, accusato di aver ricattato ricche donne tedesche,in ottobre comparirà davanti ai giudici

Nessuna novità dall'interrogatorio avvenuto a Monaco di Baviera a carico di Helg Sgarbi, il gigolò svizzero accusato, insieme ad Ernani Barretta, di aver ricattato alcune ricche donne tedesche con le quali ha avuto rapporti sessuali.

La rogatoria internazionale, infatti, necessaria per interrogare un testimone all'estero, è stata inutile, in quanto Sgarbi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Al tentativo di interrogatorio erano presenti il Pm di Pescara Varone, Giancarlo Pavone della squadra mobile di Pescara, e gli avvocati del gigolò, tra cui figura Carlo Taormina.

In particolare, si sperava di ottenere nuove informazioni dall'uomo riguardo la posizione di Barretta all'interno della vicenda; fino ad ora Sgarbi ha sempre negato coinvolgimenti diretti di Barretta nei ricatti e nelle somme di denaro ricevute, che ammontano a diversi milioni di euro. Ma l'accusa non crede a questa versione, ed è convinta che l'uomo di Pescosansonesco abbia avuto un ruolo determinante nei ricatti, oltre ad aver messo a disposizione la propria tenuta per gli incontri piccanti.

Intanto il 25 giugno ci sarà un'udienza per la trascrizione delle intercettazioni, mentre per ottobre Sgarbi è atteso a Pescara per l'udienza preliminare che deciderà se rinviare a giudizio gli indagati.

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