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Ricatti a luci rosse: niente estradizione per Sgarbi

Arrivano nuovi sviluppi riguardanti la vicenda dei ricatti a luci rosse di Sgarbi e Barretta: i giudici tedeschi hanno negato l'estradizione richiesta dalla Procura di Pescara. Intanto la difesa di Barretta chiede la trascrizione di alcune intercettazioni

Nuovi sviluppi riguardanti la vicenda dei ricatti a luci rosse che vede coinvolto il gigolò svizzero Helg Sgarbi ed Ernani Barretta.

I giudici tedeschi hanno infatti rifiutato la richiesta di estradizione per Sgarbi avanzata dalla Procura di Pescara che avrebbe voluto la presenza dell'imputato per la prima udienza al Tribunale prevista per il 22 ottobre, quando si deciderà se gli indagati saranno rinviati a giudizio.

Inoltre, l'avvocato della difesa di Ernani Barretta ha richiesto la trascrizione e traduzione di tre intercettazioni in mano alla magistratura, per dimostrare come la moglie di Sgarbi, anch'essa indagata dalla procura pescarese, sia completamente estranea alla vicenda.

Lo stesso avvocato, che cercherà di dimostrare l'innocenza anche di Barretta, ha dichiarato di aver ricevuto copia della sentenza di condanna tedesca per Sgarbi, che nei prossimi giorni sarà tradotta.

Sgarbi, durante gli interrogatori sia da parte italiana che tedesca, non ha mai fatto cenno ad alcuna responsabilità di Barretta nella vicenda, ma il Pm di Pescara dichiara di avere prove schiaccianti della colpevolezza dell'uomo di Pescosansonesco, nella cui tenuta sarebbero avvenuti gli incontri a luci rosse con le tedesche, ripresi da una telecamera ed utilizzati per i ricatti milionari.
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