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Ricatti a luci rosse: i beni di Barretta restano sotto sequestro

Non è stato accolto il ricorso dell'avvocato Taormina, difensore di Ernani Barretta, che chiedeva la restituzione dei beni immobili e patrimoniali sequestrati all'uomo in relazione alla vicenda dei ricatti a luci rosse in cui è coinvolto anche il gigolò Sgarbi

E' stata rifiutata dal Tribunale del riesame di Pescara la richiesta dell'avvocato Taormina, difensore di Ernani Barretta, che voleva il dissequestro di tutti i beni, patrimoniali ed immobili, sequestrati al suo cliente, in relazione alla vicenda dei ricatti a luci rosse.

Il riesame quindi conferma quanto già disposto dal Gip, che prevede il sequestro preventivo e conservativo della maggior parte dei possedimenti dell'uomo di Pescosansonesco.

La tesi della difesa è che questi beni siano stati acquistati molto prima del reato ipotizzato, ovvero l'associazione a delinquere a fini di ricatto ed estorsione, nei confronti di alcune facoltose donne tedesche.

Barretta, secondo l'accusa del Pm Varone, sarebbe coinvolto, insieme al gigolò svizzero Sgarbi, in un sistema illegale di incontri piccanti. Tra le vittime c'è anche Ursula Klatten, "Lady Bmw", che sarebbe stata costretta a sborsare decine di milioni di euro per evitare che alcune foto e video che la ritraevano in compagnia di Sgarbi fossero rese pubbliche.

L'uomo di Pescosansonesco ha sempre negato ogni accusa, lo stesso Sgarbi, che in Germania è stato condannato a 6 anni di carcere per la vicenda, non ha mai fatto il nome dell'abruzzese.

Nei prossimi giorni intanto il magistrato di Pescara ed il Pm Varone andranno a Monaco di Baviera per un interrogare proprio Sgarbi.
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