Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Direzione investigativa antimafia: "Gli affari di organizzazioni criminali calabresi e foggiane nel Pescarese"

Non ci sono fenomeni mafiosi autoctoni, in Abruzzo. La posizione geografica attira, però, le organizzazioni criminali di altri territori. A Pescara confermata la presenza di sodalizi albanesi e di etnia rom, con attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il quadro emerge dalla relazione della Dia (Direzione investigativa antimafia) in riferimento al primo semestre 2023.

Fenomeni mafiosi autoctoni non ce ne sono in Abruzzo, così come riferito anche da Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, in occasione delle celebrazioni in ricordo della strage di Capaci, organizzate a Pescara nelle scorse settimane nell’ambito degli eventi dedicati al Premio nazionale Paolo Borsellino. Tuttavia la posizione geografica espone questa regione all’influenza criminale di organizzazioni provenienti dai territori limitrofi, in particolare dalla Campania e dalla Puglia, alle quali si aggiungono, secondo recenti evidenze investigative, organizzazioni criminali di origine calabrese, che avrebbero sviluppato interessi nel Pescarese. Questo in sintesi il quadro che emerge dalla relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Dia (Direzione investigativa antimafia) in riferimento al primo semestre 2023.

In particolare, nella parte in cui il documento parla dei fenomeni criminali del territorio della Provincia di Pescara, viene citata l’operazione “Planning”, conclusa nel luglio 2022 dalla Dia e dalla guardia di finanza di Reggio Calabria. Un’operazione che avrebbe accertato la presenza, soprattutto nella parte costiera, di un’associazione criminale di origini calabresi, che avrebbe infiltrato i settori edile e della grande distribuzione. L’indagine, in base a quanto riportato nella relazione, avrebbe inoltre documentato il ruolo di alcuni imprenditori reggini contigui alla cosca De Stefano che, mediante accordi, «avrebbero permesso l’inserimento occulto della ‘ndrangheta in importanti iniziative economiche sviluppate nel pescarese».

A Pescara viene confermata la presenza di sodalizi albanesi e di etnia rom, i cui principali interessi illeciti riguardano il settore degli stupefacenti. Nello specifico, gruppi criminali di etnia rom, durante il semestre preso in esame, «sono stati oggetto di una complessa attività investigativa antidroga, che ha consentito di contestare agli indagati l’associazione di tipo mafioso. In particolare, il 13 aprile 2023, i carabinieri hanno concluso l’operazione “Kirvò” con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 20 appartenenti, o comunque soggetti vicini alla comunità rom del quartiere Rancitelli. «Le indagini», si legge nella relazione, «hanno mostrato come il sodalizio, avvalendosi della forza d’intimidazione e dell’omertà che ne deriva, aveva assunto il controllo del quartiere costituendo una sorta di cartello per lo spaccio di sostanze stupefacenti con base operativa al ferro di cavallo», ossia il complesso di case popolari ormai abbattuto dall’Amministrazione Masci. L’attività di spaccio, in base alle testimonianze di chi vive nel quartiere e agli ultimi controlli effettuati dalle forze dell'ordine, si è spostata in altre vie della stessa zona.

Un’altra operazione di polizia conclusa nel medesimo semestre, in base alla relazione, avrebbe inoltre accertato «interessi illeciti nella città di Pescara da parte della criminalità organizzata foggiana». In particolare, il 14 marzo 2023, la guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare a carico di 11 persone riconducibili al sodalizio mafioso Moretti-Pellegrino-Lanza, accusate di trasferimento fraudolento di valori, estorsione, usura, rapina, ricettazione e lesioni, aggravati dal metodo mafioso e dall’uso delle armi. «L’indagine ha posto in evidenza l’operatività nel territorio pescarese di esponenti della mafia foggiana che, servendosi dei metodi dell’associazione di riferimento, erogavano prestiti monetari a tassi usurari, talvolta seguiti da attività estorsive, in danno di imprenditori locali operanti nel settore della ristorazione e del commercio di autovetture di lusso», si legge nel documento.

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