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Punteruolo rosso: a breve inizieranno i trattamenti sulle palme

L'amministrazione comunale di Pescara cerca di salvare il salvabile per impedire che altre palme canariensis vengano attaccate e uccise dal micidiale punteruolo rosso. Per la fine di febbraio, al massimo l'inizio di marzo, verranno avviati i trattamenti fitosanitari

L'amministrazione comunale di Pescara cerca di salvare il salvabile per impedire che altre palme canariensis vengano attaccate e uccise dal micidiale punteruolo rosso. Il tempo stringe, e per la fine di febbraio, al massimo l'inizio di marzo, verranno avviati i trattamenti fitosanitari per la prevenzione, che risultano efficaci solo a temperature basse, come quelle di questo periodo. E' importante, in questo contesto, anche l’intervento dell’Arssa nei confronti dei proprietari privati di palme malate.

Intanto la Giunta Mascia vuole inserire Pescara nella sperimentazione di una nuova molecola che sarebbe in grado di contrastare in modo efficace l’espandersi del punteruolo: una molecola che altrove, come avvenuto a San Benedetto del Tronto, ha già sortito ottimi risultati, bloccando l’insetto. Tale sperimentazione potrebbe avvenire su un numero ben individuato di palme, che dovrebbero essere considerate quale patrimonio base della città.

Attualmente Pescara viene ritenuta ‘zona di infestazione’, ma c’è il rischio che il capoluogo adriatico possa essere classificato come ‘zona di insediamento’: in quel caso, sarebbe considerato alla stregua di una ‘zona rossa’ dove è inutile adottare qualunque tipo di trattamento fitosanitario. E l'amministrazione vuole impedire ciò. Insieme all’Arssa si sta valutando la possibilità di differenziare lo smaltimento delle palme infettate e abbattute. Già all'inizio di quest'anno, Pescara aveva perso più di 200 palme sulle 700 esistenti in tutto il territorio comunale.

“Gli studi – dice l'assessore ai Lavori pubblici, Alfredo D'Ercole – ci hanno dimostrato che le larve e gli insetti si concentrano all’interno della pianta sino a un metro dall’apice dell’albero: tale prima sezione deve senza dubbio essere smaltita come rifiuto speciale, ma il resto della pianta potrebbe essere smaltita in modo normale con una netta riduzione dei costi a carico sia del pubblico che del privato. Ci siamo già attivati per scegliere le piante con cui sostituire le palme infette e abbattute lungo la riviera nord di Pescara: l’esame verrà condotto con la Forestale”.
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