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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca

Psichiatra aggredita durante il turno in ospedale in Abruzzo: sconcerto e paura fra i colleghi

La violenza al pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, dove un uomo, poi risultato positivo a sostanze stupefacenti, le ha provocato la frattura scomposta del femore, con una prognosi di 90 giorni

Violenta aggressione a un medico, in Abruzzo, durante l'orario di lavoro. È accaduto sabato, all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Come ricostruisce l'agenzia Ansa, la professionista è stata aggredita in pronto soccorso da un paziente risultato positivo a cocaina e cannabis. Ha riportato la frattura scomposta del femore, con una prognosi di 90 giorni.

"La mia collega ha riportato una grave frattura scomposta di femore, per la quale sarà sottoposta a intervento chirurgico, con prognosi di 90 giorni - ha scritto in una nota citata dall'Ansa Maurizio Malavolta, dirigente medico psichiatra dell'ospedale aquilano - Tale comportamento aggressivo e violento era verosimilmente da ricondurre all'abuso di sostanze psicoattive, come la cocaina, e non a un disturbo mentale in fase acuta".

L'uomo, racconta Malavolta, è stato ricoverato 'd'ufficio' nel reparto di Psichiatria, dove ha continuato a inveire e minacciare pesantemente gli operatori sanitari.

"Ci riserviamo di denunciare le minacce - ha aggiunto - per tutelare la nostra incolumità. Noi medici, e operatori sanitari in generale, siamo sempre più esposti a gravi rischi di incolumità fisica durante i turni di lavoro. Chi si assume la responsabilità della tutela degli operatori di Psichiatria? Auspichiamo tutti con urgenza che possa essere avviato un protocollo d'intesa tra i vari servizi: sanitari, forze dell'ordine e magistratura".

"Occorre ripristinare immediatamente il posto di polizia h24, ormai siamo al far west - è l'intervento del segretario provinciale Confsal L'Aquila, Marcello Vivarelli - La psichiatra ha subito traumi e lesioni ed è stata ricoverata in codice rosso, anche se non in pericolo di morte, ma ciò non alleggerisce quanto accaduto. Ad aggravare la situazione - prosegue - il fatto che l'aggressore sia stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell'ospedale, che gestisce le situazioni 'ordinarie', e non nella Rems di Barete. Quest'ultimo è il luogo destinato a casi come quello in questione".

"Mi chiedo - conclude il sindacalista Confsal - come mai non sia intervenuto il magistrato in un caso del genere, assolutamente gravissimo. Esprimo massima solidarietà al personale medico, sanitario e della sicurezza e chiedo l'immediato intervento del Prefetto dell'Aquila. È una questione di sicurezza di tutti, utenti e malati compresi".

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