Cronaca Riviera Sud

Protesta degli studenti a Pescara: tutti contro il Ddl Stabilità

Tanti i ragazzi e gli striscioni che oggi pomeriggio hanno "invaso" la spiaggia antistante la Madonnina per dire no ai provvedimenti contenuti nel disegno di legge Aprea-Ghizzoni

"L'occupazione ci invoca. L'Its si infuoca". "Lo Spaventa è qua e canta libertà". "Ddl senza senso. Occupiamo: ecco che penso". "Il Volta guida la rivolta". Sono alcuni degli striscioni che oggi pomeriggio hanno "invaso" la spiaggia antistante piazza della Madonnina per testimoniare in maniera tangibile quella che è la protesta degli studenti contro i provvedimenti contenuti nel Ddl di stabilità. E' forse la prima volta che i docenti e i loro alunni si uniscono insieme in una mobilitazione che vuole dire no alla riforma della scuola. Giorni fa è toccato appunto ai professori far sentire la propria voce. Oggi, invece, ci hanno pensato i ragazzi, con quattro cortei che, partiti alle ore 13, si sono poi uniti e ritrovati presso l'Arena del Mare. Non solo occupazioni, insomma.
 
La scuola è nostra e non è in vendita", hanno urlato i manifestanti. Perchè il punto è proprio questo, come ci spiega un ragazzo: "Questo disegno di legge vuole 'semi privatizzare' la scuola sottomettendola, appunto, agli interessi dei privati. Noi non vogliamo che questo accada". La riforma, infatti, apre gli Organi Collegiali alla presenza di soggetti non pubblici, che avranno facoltà di finanziare i singoli istituti scolastici. I manifestanti ritengono che, in virtù di questo contributo economico, i privati possano influenzare sia il Piano dell’Offerta Formativa sia la stessa libertà di insegnamento. "Quale futuro ci sarà riservato se questo ddl passerà? - si chiede una ragazza - Oggi manifestiamo per far sapere al governo che siamo contrari".
 
 
Ieri diverse centinaia di persone, tra docenti e studenti, sono scese in piazza della Rinascita con un flash mob: compiti in classe e libri di testo alla mano, al suono di un fischietto, si sono seduti tutti a terra e hanno riprodotto simbolicamente le classi. Oggi, invece, questo mega corteo. Si protesta contro i tagli al settore, ma anche contro l'aumento delle ore settimanali per gli insegnanti della scuola secondaria, che saliranno da 18 a 24: un maggior impegno che però non sarà seguito da un innalzamento dello stipendio.
E' previsto, in pratica, un incremento di un terzo dell’orario di lavoro a parità di salario in busta paga, cancellando tra l'altro il contratto collettivo. Il ddl 953 (Aprea-Ghizzoni) andrà inoltre a tagliare da 20.000 a 30.000 cattedre, mettendo alla sbarra i precari.
 
A fronte di questo inquietante dato, c'è dall'altra parte l'erogazione di 223 milioni alle scuole paritarie. Una vera e propria beffa, secondo studenti e professori: "Si taglia la scuola pubblica ma si agevola quella privata - sbotta un giovane studente - E non va dimenticato che ci saranno anche ulteriori accorpamenti degli istituti". Di carne al fuoco ce n'è davvero tanta. Non a caso, la mobilitazione non si esaurisce qui: nei prossimi giorni sono previste altre azioni eclatanti, e per il prossimo 24 novembre è stato proclamato uno sciopero generale da parte di Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda.
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