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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Prostituzione, sette arresti a Pescara: sgominata la "banda della pineta"

Dei veri e propri aguzzini, sfruttatori senza scrupoli pronti a picchiare selvaggiamente le ragazze in strada e a farsi consegnare tutti gli incassi giornalieri. Sette gli arresti, due sono ancora ricercati

Sgominata dalla Squadra Mobile di Pescara una banda di criminali, quasi tutti di nazionalità romena, che gestiva di fatto l'intero mercato della prostituzione stradale nella zona della Pineta e della riviera sud della città.

Sette le ordinanze di custodia cautelare, con i vertici dell'organizzazione (due fratelli romeni ancora ricercati) finiti in manette con l'accusa di sfruttamento della prostituzione.

L'inchiesta, ha spiegato il capo della Squadra Mobile Muriana, è partita nel luglio 2012, quando la Polizia ha arrestato Verdesan Viorel, 35 anni, ritenuto il capo dell'organizzazione.

Tutto è iniziato quando alcune ragazze hanno sporto denuncia in Questura per le minacce, le violenze e i soprusi subiti. La banda, infatti, non solo controllava le ragazze gestite direttamente da loro, ma addirittura chiedeva il "pizzo" alle ragazze non affiliate per poter esercitare sul territorio che ritenevano di loro proprietà.

Una di loro, minorenne all'epoca dei fatti, ha dichiarato di essere stata costretta a consegnare alla banda fino a 400 euro a sera. Da lì è iniziata una capillare attività d'indagine fatta di appostamenti, di pedinamenti ed intercettazioni da parte della Squadra Mobile, che è riuscita a ricostruire l'organizzazione della banda, i singoli compiti e le ragazze coinvolte. L'unico italiano arrestato, P.G., si occupava dell'aspetto logistico, rifornendo di cibo e bevande le ragazze in strada, oltre che di preservativi. Le accompagnava anche a casa a fine serata.

Arresti prostituzione Pescara 2 ottobre 2013

Arrestata anche una romena, prostituta, ritenuta la "caporale" delle ragazze, che si occupava anche di istruirle al mestiere, dando consigli, indicazioni e suggerimenti sull'abbigliamento.

La banda, ha spiegato il dirigente Muriana, riusciva ad incassare fino a 5000 euro al mese da ogni singola ragazza. In tutto erano circa 30 le lucciole controllate direttamente o indirettamente.

Fondamentale anche l'attività delle Volanti, che ogni sera sul territorio fermano le prostitute, le identificano e le multano in base all'ordinanza sindacale che prevede sanzioni dai 25 ai 500 euro.

E proprio sul campo delle sanzioni ora la Polizia agirà anche sui clienti: durante gli appostamenti, infatti, sono state fotografate le auto dei clienti che caricavano le ragazze o contrattavano prestazioni, violando di fatto l'ordinanza del sindaco. A loro presto arriveranno le multe presso il domicilio, mentre per chi non è stato identificato arriverà la richiesta di convocazione in Questura del titolare dell'auto fotografata, che dovrà indicare chi guidava il veicolo quella sera. "Un'attività che punta alla prevenzione del fenomeno: diminuendo la domanda, ovviamente va a diminuire anche la richiesta" ha sottolineato Muriana.

Attualmente lo stesso Verdesan e il fratello Craciu Ionel sono ancora ricercati. Verdesan era uscito a marzo di prigione ed aveva subito ripreso l'attività di aguzzino e capo della banda.

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