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Processo Rigopiano, disposto il sequestro dei beni di quasi tutti gli imputati: si torna in aula il 16 ottobre

Esclusi quelli dell'ex prefetto Francesco Provolo e del dirigente del dipartimento di protezione civile, Carlo Visca perchè usufruttuari

I beni di quasi tutti gli imputati nel processo per il disastro dell'hotel Rigopiano di Farindola sono stati posti sotto sequestro in favore delle parti civili rappresentate dall'avvocato Romolo Reboa.
Esclusi quelli dell'ex prefetto Francesco Provolo e del dirigente del dipartimento di protezione civile, Carlo Visca perchè usufruttuari.

Questo quanto disposto nel corso dell'udienza che si è tenuta nel tribunale di Pescara questa mattina, venerdì 2 ottobre.

«Finalmente un provvedimento positivo dopo tanti negativi», commenta all'Adnkronos Reboa, legale di quattro famiglie delle vittime che ha presentato l'istanza di sequestro che è stata accolta dal giudice Gianluca Sarandrea, «da oggi e fino alla fine questo processo non sarà soltanto un martirio per le famiglie delle vittime, ma lo sarà anche per gli imputati».

L'udienza è terminata e adesso si tornerà in aula tra due settimane, ancora una volta come già deciso di venerdì (16 ottobre). Nella prossima udienza, che si svolgerà sempre in cinque aule diverse per garantire il distanziamento, saranno esaminate invece le produzioni di oggi dell'avvocato Cristiana Valentini, difensore di Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola.

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