Cronaca

Processo Rigopiano, nuovo rinvio al 23 luglio. I familiari delle vittime: "Giustizia italiana ci sta uccidendo"

Monta la protesta dei familiari delle vittime dell'hotel Rigopiano che per l'ennesima volta hanno dovuto assistere impotenti a un nulla di fatto

Udienza preliminare del processo sulla tragedia dell'hotel Rigopiano nuovamente rinviato, per l'ennesima volta davanti al Gup Gianluca Sarandrea.
È stato aggiornato infatti al prossimo 23 luglio, come riferisce l'Adnkronos.

E, giustamente, riesplode la rabbia dei familiari delle 29 vittime che proprio non riescono a intravedere la luce in fondo al tunnel.

«L'incapacità, l'incompetenza e il menefreghismo hanno ucciso i nostri angeli. La giustizia italiana sta uccidendo i familiari», commentano mamme, padri e fratelli delle vittime di Rigopiano in uno striscione esposto davanti al tribunale. Il 18 gennaio 2017 l'albergo Rigopiano a Farindola è stato travolto, devastato e seppellito da una valanga di 120 mila tonnellate. Sotto le macerie del resort, che si trovava a 1.200 metri, sul versante pescarese del Gran Sasso, persero la vita 29 persone.

L'astensione nazionale degli avvocati, proclamata dall'Unione delle Camere Penali Italiane, ha fatto oggi, venerdì 25 giugno, saltare l'ennesima udienza preliminare, rimandata al prossimo 23 luglio. Sconcertati, arrabbiati e delusi i familiari , che chiedono «giustizia certa e giustizia urgente", non solo per le vittime di Rigopiano ma anche per le altre stragi, tra cui quella del Mottarone. "Dodici udienze e dodici rinvii. Ogni udienza, più di un'ora per l'appello e pochi minuti per il dibattito. Basta!", recita un altro striscione. Tra i cartelli anche quello del Comitato nazionale stragi italiane "Noi non dimentichiamo", con la scritta "Uniti nel dolore e nella lotta».

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