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Processo Pescaraporto: chiesta condanna di 10 mesi per l'ex presidente D'Alfonso

Il Procuratore Capo Massimiliano Serpi ha chiesto una condanna a 10 mesi per l'ex presidente della Regione D'Alfonso e per altri imputati nel processo riguardante presunte irregolarità per la realizzazione di un complesso edilizio

Il procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi assieme al pm Mantini ha chiesto condanne da 6 a 10 mesi nell'ambito del processo riguardante le presunte irregolarità nel progetto per la realizzazione di un complesso edilizio da parte della società Pescaraporto nella zona dell'ex Edison.

Fra gli imputati, l'ex presidente della Regione D'Alfonso per il quale sono stati chiesti 10 mesi, così come per l'avvocato Giuliano Milia e per il dirigente del Genio civile Vittorio Di Biase. Sei mesi invece per l'ex segretario dell'ufficio di presidenza Claudio Ruffini e per il dirigente comunale Guido Dezio.

L'accusa è di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico, con il procuratore che ha parlato di un pesantissimo intervento di D'Aflosno su Di Biase per avere un cambio di orientamento necessario per l'approvazione dell'iter per il permesso di costruire. Il dirigente prima firmò una nota con parere contrario e pochi giorni dopo diede invece il via libera. Secondo l'accusa Milia ( i cui figli sono soci della Pescaraporto) avrebbe fornito a Dezio e Ruffini una nota a margine del testo fotocopiato del parere, con le modifiche da effettuare per cambiare il parere da negativo a positivo. Le sentenze e le arringhe della difesa arriveranno il 10 luglio.

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