Cronaca

Processo Housework: parla il giornalista Di Miero

E' ripreso ieri il processo all'ex sindaco D'Alfonso ed agli altri imputati riguardante l'inchiesta Housework. Sul banco dei testimoni il giornalista Francesco Di Miero

E' ripreso ieri il processo Housework presso il Tribunale di Pescara.

L'udienza è iniziata con la testimonianza del giornalista Francesco Di Miero, il quale ha riferito alla Corte dei suoi rapporti con l'ex sindaco Luciano D'Alfonso, fra i principali imputati nell'inchiesta. Il giornalista ha spiegato di essersi rivolto a D'Alfonso, nel 2005, perchè aveva bisogno di un lavoro e immediatamente fu contattato dall'azienda dell'imprenditore Massimo De Cesaris, anche lui imputato nel procedimento.

Di Miero ha ammesso di aver ricevuto da questa ditta, e da altre, dei pagamenti che variavano dai 2.500 ai 5000 mila euro, senza aver mai avuto alcun rapporto lavorativo con esse o esserne stato dipendente. Il giornalista ha più volte precisato che l'ex cittadino non gli ha mai fatto richieste di alcun tipo.

Di Miero ha poi negato quanto riportato in un verbale di interrogatorio reso agli inquirenti, secondo il quale lui avrebbe fatto presente a D'Alfonso la strana situzione ed egli gli avrebbe fatto intendere di non preoccuparsi. Il giornalista ha spiegato che le proprie dichiarazioni furono frutto di generiche pressioni ricevute dagli investigatori.

A seguito di tale dichiarazione, la presidente del collegio, Antonella Di Carlo, ravvisando gli estremi della commissione di possibili reati, ha disposto la trasmissione della deposizione alla procura «per le determinazioni di competenza». Le suddette pressioni sono state paventate anche da un dipendente di De Cesaris che, che avrebbe svolto alcune opere di ristrutturazione nella casa pescarese di D'Alfonso e in un locale adibito a sede della Margherita, sito a Lettomanoppello, su esplicita richiesta dell'imprenditore suo datore di lavoro. In qualità di testimoni hanno riferito l'ingegner Angelo Taraborrelli Bellafronte e l'imprenditore Tommaso Di Nardo.

Il primo ha dichiarato di aver elargito a Guido Dezio, prettamente per scopi culturali, 5 mila euro da destinare alla fondazione «Europa Prossima» ed anche altre donazioni, tutte regolari, per il finanziamento di alcune manifestazioni del partito della Margherita.

Di Nardo ha riferito di non aver mai ceduto alcuna somma di denaro a Dezio. Precisando di avergli elargito soltanto in una circostanza, come contributo per la società Pescara calcio, due assegni del valore di 5 mila euro, ma spiega che in un secondo momento ha voluto che tale cifra gli fosse restituita.

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