Cronaca Spoltore

Presunti abusi su minore, l'ex parroco di Spoltore non può evitare il processo

Accolta la richiesta di rito abbreviato. I fatti sarebbero avvenuti nel 2011 e nel 2012. Si tornerà in aula il 23 novembre prossimo. E intanto spunta fuori una chat

Don Vito Cantò

Accoglimento della richiesta di rito abbreviato e contestuale rinvio, al proseguo del giudizio, della decisione sull'eccezione presentata dalla difesa dell'imputato. E' quanto stabilito dal tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, nell'ambito del processo a carico dell'ex parroco di 44 anni di Villa Raspa di Spoltore accusato di abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni, ai tempi in cui guidava la parrocchia di San Camillo de Lellis a Villa Raspa di Spoltore. I fatti sarebbero avvenuti nel 2011 e nel 2012.

La difesa del parroco, rappresentata dall'avvocato Giuliano Milia, aveva sollevato la questione del "ne bis in idem" davanti alla Cassazione, che aveva giudicato inammissibile l'istanza. La difesa sostiene, in sostanza, che poiche' il parroco e' gia' stato condannato dal tribunale ecclesiastico per la stessa vicenda e sta gia' scontando la pena, non puo' essere giudicato una seconda volta da un tribunale penale. Il parroco, nell'ambito del processo canonico, e' stato condannato all'interdizione perpetua dallo svolgimento di attivita' parrocchiali a contatto con i minorenni, alla sospensione per tre anni dal ministero sacerdotale, all'obbligo di dimora per cinque anni all'interno di un monastero di Roma e alla prescrizione di "un percorso psicoterapeutico".

In attesa di conoscere le motivazioni della Cassazione, la difesa del parroco ha ripresentato la stessa eccezione davanti al tribunale collegiale, con il pm Salvatore Campochiaro e il legale di parte civile, Vincenzo Di Girolamo, che si sono opposti. Il tribunale collegiale ha scelto di posticipare la decisione sull'eccezione al proseguo del giudizio. La difesa, a quel punto, ha avanzato una richiesta di rito abbreviato condizionata all'acquisizione di documentazione relativa a una chat tra la persona offesa e altre persone, avvenuta tre anni dopo i fatti contestati.

La richiesta era gia' stata presentata e respinta in fase di udienza preliminare, ma ora e' stata accolta dal tribunale collegiale, che "alla luce della situazione esistente al momento della valutazione negativa del gup, ritiene ingiustificato il dissenso relativo all'antieconomicita' del rito". Si tornera' dunque in aula il 23 novembre prossimo.

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