Cronaca

Porto e dragaggio: la triste storia del pescatore Claudio

Claudio, 54enne di Silvi, è uno dei tanti pescatori che vive una situazione di grave disagio a causa del mancato draggio e del porto che stenta a ripartire. Ed ora è costretto a ritirare i figli dall'università

Il mancato dragaggio del porto non porta con sè solo rabbia, proteste e manifestazioni da parte dei pescatori e degli armatori, disperati per non poter uscire ogni giorno con le proprie barche a causa dei fondali troppo bassi dello scalo marittimo.

Il mancato dragaggio è anche silenzio, e disperazione. Come nel caso del signor Claudio, padre di due figli residenti a Silvi. Cinquantaquattro anni, da sempre pescatore, a causa dei ritardi nei pagamenti delle indennità e della cassa integrazione, vive una situazione di grande disagio in famiglia.

Probabilmente, se la situazione non dovesse migliorare, sarà costretto a ritirare i figli dall'università, nonostante gli ottimi risultati. Uno studia medicina, l'altro lingue. Claudio chiede di tornare a lavorare, di lavorare duro, come ha sempre fatto nella sua vita. per offrire un futuro sereno ai figli, per non doversi sentire umiliato quando i figli stessi, che si arrangiano con lavori di fortuna, gli chiedono se ha bisogno di soldi.

I soldi presi per il fermo del porto, fra l'altro, da soli non basterebbero comunque per tutte le spese, con 400 euro di affitto e le tasse universitarie.

"Alcuni pescatori vanno a mangiare alla Caritas, ma i miei figli non me lo permetterebbero mai" dichiara sconsolato Claudio.

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