Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Pescarese accusato di maltrattamento dall'ex moglie ma si scopre che era lei a picchiarlo

La donna lo aveva denunciato accusandolo di essere manesco e ubriacone e questa tesi era stata anche confermata dalle indagini della Procura

È quasi paradossale quanto accaduto a un uomo di 43 anni di Pescara residente a Treviso che era stato accusato dalla ex compagna di maltrattamenti nei suoi confronti.
La donna lo aveva denunciato accusandolo di essere manesco e ubriacone e questa tesi era stata anche confermata dalle indagini della Procura.

Ma in base alle risultanze del tribunale, come riferisce TrevisoToday, il 43enne non è un'orco.

Nel processo a suo carico, difeso dall'avvocato Stefano Pietrobon, doveva rispondere dei reati di maltrattamenti familiari e lesioni aggravate ma invece è emersa una realtà diversa con elementi non presenti nel corso dell'indagine: a essere violenta era la donna. Era lui a subire le aggressioni, non il contrario; lui la vittima di pestaggi che scattavano a ogni minimo litigio, lui quello che doveva sopportare le piazzate, le urla, le scenate che la compagna non avrebbe avuto nessun problema a scatenare il pandemonio persino in pubblico. Alla fine il 43enne pescarese è stato assolto dal giudice Michele Vitale "perché il fatto non sussiste".

Raggiunto anche da ben due ordinanze di custodia cautelare in carcere, perché dopo essere stato allontanato da casa era tornato a fare visita alla ex violando l'obbligo di girarle al largo e le avrebbe messo le mani addosso provocandole lesioni. L'episodio di violenza più eclatante di cui L.D. era stato accusato sarebbe avvenuto secondo quanto denunciato dalla donna il 28 febbraio di quest'anno, quando con una manata l'aveva centrata alla mandibola facendole saltare tre denti. Dalle indagini della Procura esce un capo di imputazione molto pesante e nei confronti del 43enne viene disposto il giudizio immediato. "Dalle indagini - si legge nel decreto emesso dal giudice delle indagini preliminari Angelo Mascolo - emergono prove univoche ed attendibili a carico dell' imputato. Non emergono, d'altro canto, né indizi né tanto meno prove che possano condurre a un'ipotesi alternativa".

Ma il dibattimento invece ha riservato diversi colpi di scena. I testimoni citati dall'avvocato Pietrobon hanno raccontato infatti una storia diversa. Si tratta di colleghi di lavoro, conoscenti e vicini che hanno spiegato durante le loro deposizioni che quella violenta, nella coppia era lei.

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