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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca

Pescara, prostituzione: 5 arresti, sgominata banda rumena

L'avevano ingannata facendole credere di farla lavorare in Italia come badante, ma quando è arrivata a Pescara è stata minacciata, segretata e costretta a prostituirsi. Ma grazie al suo coraggio una 20enne rumena ha permesso alla Polizia di arrestare i suoi aguzzini

Una banda di tipo familiare, che sfruttava 9 ragazze tenendole in schiavitù, sequestrando loro i documenti e minacciandole arrivando anche a costringerle ad avere rapporti sessuali non protetti.

Ma grazie al coraggio ed alla disperazione di una delle giovani, una 20enne condotta in Italia con la falsa promessa di un lavoro da badante, la Squadra Mobile coordinata dal dott Muriana ha arrestato cinque persone, tutte di nazionalità romena. Si tratta di Sin Stefania classe 1989, Coman Vasilica classe 1982, Rizem Cnazkim classe 1969, Cristea Ionel classe 1984 e Nunu Florin classe 1984.

Un giro d'affari, quello della prostituzione fra la zona della Pineta Dannunziana e la riviera sud, che fruttava alla banda circa 200 mila euro al mese, considerando che ogni ragazza poteva arrivare a guadagnare fino a 1000 euro al giorno. Le ragazze vivevano in appartamenti fra Francavilla e Pescara, e si recavano in strada già da metà pomeriggio soprattutto d'inverno. La Polizia ha trovato negli appartamenti dove stamane ha eseguito gli arresti, dei veri e propri libri contabili degli incassi giornalieri di ogni singola lucciola.

Arresti prostituzione Pescara

Fra loro c'era la 20enne che, rimasta incinta, decide di fuggire e si fa accompagnare da un cliente non più sul posto di lavoro, ma in un posto sicuro. Da lì prende contatti con l'associazione "On the road" che la aiuta e sostiene e soprattutto inizia la collaborazione con la Polizia, rivelando i componenti della banda, i ruoli e tutti i dettagli inerenti l'associazione criminale. Cristea Ionel, in particolare, era già stato arrestato nel 2012 nell'ambito dell'Operazione Scoiattolo 2, riguardante sempre lo sfruttamento della prostituzione.

La banda era molto organizzata, non lasciava nulla al caso e soprattutto era riuscita per ben due volte a rintracciare la giovane nonostante fosse sotto protezione. Una prima volta, ad Ascoli, dove in strada ha incontrato una prostituta vicina a uno degli aguzzini, che l'ha avvisata del fatto che la banda sapeva che stava trattando con la Polizia.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

La seconda volta, invece, è stata rintracciata in ospedale al Nord Italia, dove ha partorito. Qui è stata avvicinata da un rumeno di etnia rom che l'ha minacciata dicendo che era tenuta d'occhio e che prima o poi suo figlio sarebbe stato rapito per essere venduto.

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