Operazione "Lavoro pulito": arrestati due tunisini ricercati

Sono stati arrestati nei giorni scorsi, rispettivamente a Piacenza e Genova, due tunisini ricercati nell'ambito dell'operazione "Lavoro Pulito" condotta dai Carabinieri di Penne e dalla Procura di Pescara, riguardante l'immigrazione clandestina

Sono stati arrestati nei giorni scorsi due tunisini destinatari di un mandato d'arresto nell'ambito dell'operazione "Lavoro Pulito", condotta dai Carabinieri di Penne in collaborazione con la Procura di Pescara.

I due arrestati erano sfuggiti al blitz eseguito il 14 dicembre scorso che aveva portato in carcere ben 108 persone arrestate in tutta Italia, un'operazione che ha visto la partecipazione di oltre 500 carabinieri.

In particolare, i Carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza, nelle prime ore del mattino del 17 dicembre u.s., hanno rintracciato e tratto in arresto ABID Hasnae, 34enne tunisino domiciliato a Castel San Giovanni  (PC), distintosi quale referente dell’Avigdor nella provincia piacentina, mentre i Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, unitamente al personale del dipendente Norm, hanno sorpreso il cittadino tunisino , 31enne domiciliato in Gerenzano (VA) alle operazioni di sbarco del traghetto proveniente dalla Tunisia e giunto nel capoluogo ligure alle ore 01,00 della scorsa notte.

Uno degli arrestati, alla vista dei Carabinieri, ha tentato la fuga a bordo di un auto guidata da un connazionale, riuscito a sfuggire ai militari a differenze dell'arrestato.

AGGIORNATO ALLE ORE 18 DEL 19 DICEMBRE 2009


Un'operazione importante, complessa e complicata che ha permesso di sgominare una delle organizzazioni criminali internazionali più attive nel nostro Paese"

Così il Procuratore Capo di Pescara Trifuoggi ha definito "Lavoro pulito", l'indagine condotta dalla Procura pescarese e dai Carabinieri del Comando di Penne coordinati dal Comando Provinciale.

Un'indagine partita tre anni fa grazie alla segnalazione di alcuni lavoratori extracomunitari, stanchi di essere sfruttati ed in alcuni casi ricattati dall'organizzazione criminale che operava in diversi Paesi del mondo.

A capo dell'organizzazione Roberto Avigdor, tributarista del teramano, con il quale collaborava anche la figlia Francesca ed una dipendente della Coldiretti di Pescara, Romina Candeloro, che svolgeva la funzione di intermediaria fra l'organizzazione e le aziende agricole coinvolte e conniventi.

Sono 108 gli arresti complessivi, di cui 31 con custodia in carcere, 33 agli arresti domiciliari e 44 obblighi di firma. 152 gli indagati complessivamente. Si tratta di membri dell'organizzazione, molti dei quali stranieri, e circa una ventina di imprenditori agricoli sparsi su tutto il territorio italiano. 1500 i clandestini fatti entrare illegalmente in Italia, ma, come gli stessi Carabinieri di Penne hanno dichiarato, la cifra è solo una stima basata sugli extracomunitari monitorati durante il periodo dell'indagine.

Il sistema messo in piedi da Avigdor e dai suoi collaboratori era organizzato nei mini dettagli. Agli extracomunitari veniva proposta un'assunzione in aziende agricole italiane, utile per ottenere il permesso di soggiorno regolare in Italia.

Per questo, ogni lavoratore doveva pagare 5.000 euro, una cifra molto importante soprattutto per delle persone in difficoltà, spesso disperate ed alla ricerca di un futuro migliore.

Una parte della somma, 1000 euro circa, veniva ceduta agli imprenditori compiacenti, che accettavano di stipulare i falsi contratti di lavoro.

In realtà, una volta arrivati in Italia, gli immigrati si trovavano di fronte ad una situazione completamente diversa: contratti inesistenti, orari di lavoro disumani, ricatti e salari al limite della schiavitù a solo vantaggio dei datori di lavoro.

In alcuni casi, per 16 ore di lavoro giornaliere, veniva corrisposta una paga di 2/3 euro al giorno, senza alcuni rimborso per il vitto ed alloggio. Paradossalmente, spesso i lavoratori venivano pagati con parte dei soldi che loro stessi avevano versato all'organizzazione quando erano arrivati in Italia.

Una situazione insostenibile che portava molti immigrati ad abbandonare le aziende e vivere in condizioni di clandestinità.

L'organizzazione di Avigdor aveva delle basi logistiche in moltissimi Paesi, fra cui Marocco, Tunisia, Sri Lanka, Albania, Bangladesh e Cina.

In questi Paesi era presente un vero e proprio "uffico di collocamento" illegale per reclutare lavoratori disposti a pagare la cifra pattuita per arrivare in Italia.

Il Procuratore Trifuoggi ha sottolineato come il lavoro dei Carabinieri di Penne e del Comando Provinciale sia stato eccellente e meticoloso, permettendo così di sgominare quest'organizzazione.

"Approfittando della disperazione di queste persone disposte a tutto pur di trovare un lavoro, l'organizzazione ha fatto affari e guadagni per milioni di euro" ha sottolineato Trifuoggi.

Ventitrè le province italiane in cui sono stati effettuati gli arresti, con l'impiego di oltre 500 carabinieri.

Il capitano Massimiliano Di Pietro, del Comando di Penne, ha ringraziato tutti gli uomini, sparsi sul territorio italiano, che hanno collaborato all'esecuzione degli arresti.

AGGIORNATO ALLE ORE 14,30 DEL 14 DICEMBRE 2009




I Carabinieri del Comando Provinciale di Pescara stanno eseguendo in queste ore numerosi arresti in 23 province del centro nord nell'ambito dell'operazione "Lavoro pulito" della Procura pescarese.

108 in tutto le persone arrestate, di queste 64 sono rinchiuse in carcere.

L'indagine riguarderebbe un grosso giro di immigrazione clandestina da parte di un'organizzazione criminale che avrebbe agito in tutta Italia ed all'estero, sfruttando alcune complicità para istituzionali a Pescara ed in altre regioni italiane.

I dettagli verranno forniti più tardi nel corso di una conferenza stampa.

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