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Operazione "Adriatik": sgominata banda di criminali, il covo era a Moscufo

La Squadra Mobile di Pescara, in collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia di Firenze e la Guardia Di Finanza, ha sgominato una banda criminale composta da italiani ed albanesi, dedita al traffico di stupefacenti ed autovetture di lusso fra l'Italia e L'Albania. Il covo era a Moscufo, nel centro "Andaclub"

polizia_1"Un'organizzazione complessa gestita in modo capillare e preciso, capace di gestire un traffico di stupefacenti ed autovetture di lusso fra l'Albania e l'Italia, attivo da almeno tre anni, con un giro d'affari molto importante".

Così il Dirigente della Squadra Mobile di Pescara Nicola Zupo, ha definito la banda di criminali composta da italiani ed albanesi, sgominata dalla Questura pescarese in collaborazione con la DIA, Dipartimento Investigativo Antimafia di Firenze, e la Guardia di Finanza di Pescara.

Operazione "Adriatik", questo il nome dell'attività investigativa culminata con l'arresto di 13 persone, di cui una ai domiciliari, e l'iscrizione nel registro degli indagati di 20 persone complessivamente.

Indagine partita nel 2006, quando la DIA di Firenze aveva scoperto un traffico internazionale di autovetture, con l'aggravante della truffa e raggiro ai danni diverse compagnie assicurative, fingendo il furto dei veicoli per incassare il premio previsto dalla polizza.

Droga e traffico d'auto di grossa cilindrata, è questo infatti il doppio canale sfruttato dai malviventi, un sistema collaudato e redditizio che consentiva agli spacciatori italiani presenti sul territorio di avere droga (cocaina), quasi gratuitamente o comunque a prezzi bassissimi, in cambio di autovetture da "esportare" in Albania, da rivendere sulla piazza locale.

Oltre a questo, i proprietari delle auto, quasi sempre gli stessi spacciatori locali o persone di loro fiducia, denunciavano infatti il furto alle relative assicurazioni, incassando il risarcimento dovuto.

Un sistema ingegnoso, che ha visto coinvolti esponenti della criminalità albanese e diversi italiani (7), quasi tutti residenti a Pescara e dintorni.

E proprio in provincia di Pescara, a Moscufo, all'interno dei locali di proprietà del Comune del "Andaclub", si trovava la base logistica, il "covo" di questa associazione a delinquere, spiega l'Ispettore della Squadra Mobile Pastore.

Il locale era gestito da un 37enne, a capo del gruppo pescarese, che agiva attraverso il suo braccio destro Pieragostino Michele, amministratore della società Anda. Nel centro sportivo si svolgevano le riunioni del sodalizio e gli incontri finalizzati a pianificare l'approvigionamento dello stupefacente, dove spesso veniva depositata anche la cocaina proveniente dall'Albania. Un vero e proprio "centro all'ingrosso" per alcuni spacciatori e corrieri al dettaglio fra i più attivi sulla piazza, come Claudio Spinelli e Damiani Lucio, entrambi arrestati.

I "corrieri" della droga erano particolarmente attenti: seguivano percorsi lunghi e poco rintracciabili, evitando spesso l'autostrada per non essere controllati facilmente dalle Forze dell'Ordine.

La scelta di Moscufo non è infatti casuale: un luogo vicino a Pescara ed alla costa, ma abbastanza lontano dai pattugliamenti intesi e costanti che avvengono nell'area metropolitana da parte delle Forze dell'Ordine.

Gli inquirenti, grazie a pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali, interrogatori ed arresti, sono riusciti così a delineare il quadro completo dell'associazione e delle sue attività.

Inizialmente, il "ciclo" malavitoso iniziò con lo sfruttamento della prostituzione, un sistema che non prevede un investimento iniziale, utile ad accumulare capitali.

Successivamente, si passa al traffico di stupefacenti, i cui grossi ricavi sono stati investiti parzialmente in Albania, con la costruzione e gestione di alberghi, palestre e concessionari di auto di grossa cilindrata, un'attività facile da gestire grazie al continuo approvvigionamento di vetture arrivate dall'Italia per pagare la droga all'ingrosso.

Proprio sui capitali, la Guardia di Finanza di Pescara ha agito per sequestrare beni e proprietà degli arrestati. Un'attività che il Maggiore Esposito delle Fiamme Gialle pescaresi ha definito fondamentale  e cruciale per azzerare definitivamente l'associazione criminale.

I nomi degli arrestati:
( di nazionalità albanese)
Mezini Fuat, classe 1985
Mezini Renato, classe 1980
Bodurri Ermir, classe 1985
Roci Albert, classe 1980

( di nazionalità italiana)
Pieragostino Michele, classe 1984
Spinelli Claudio, classe 1972
Damiani Lucio, classe 1961
Marini Walter, classe 1974
Di Nardo Giovanni, classe 1958

Masi Donato, classe 1973 ( ai domiciliari)
Cekova Anna, classe 1982 ( a piede libero)

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