Pescara: madre fa prostituire la figlia 12enne, tre arresti

Una storia di degrado, una storia triste finita con l'arresto di tre persone da parte della Squadra Mobile di Pescara, in cui la protagonista, una ragazzina di 12 anni, veniva fatta prostituire dalla madre

La conferenza stampa

Dalla Questura di Pescara, in particolare dalla Squadra Mobile, diretta dal dott. Muriana, arriva una storia triste, fatta di degrado ed abusi, in cui la protagonista, purtroppo, è una ragazzina di 12 anni, che la madre ha fatto prostituire con almeno due uomini, per avere soldi.

L'operazione ha portato all'arresto della donna, una 45enne pescarese con precedenti penali, e di due clienti della ragazzina (un 92enne di Pescara ed un 18enne di Montesilvano con problemi psichici).

Tutto nasce quando proprio il 18enne, seguito in una comunità, lascia trapelare la sconvolgente notizia di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 12 anni. A quel punto gli operatori della comunità si rivolgono alla Polizia,  che avvia le indagini e purtroppo trovano riscontri effettivi su questa vicenda.

Il contesto familiare e l'ambiente in cui vive la ragazzina è di assoluto degrado: la madre, 45enne, nel 2004 è indagata per aver incitato e favorito un abuso sessuale nei confronti di un disabile, minacciando fra l'altro anche la vittima stessa.

Lo scorso anno, nel 2010, la donna viene indagata dalla Squadra Mobile per un furto ai danni di un anziano. Dopo essersi introdotta in casa con un pretesto, ha fatto sì che una ragazzina di 10/11 anni riuscisse a rubare mentre lei distraeva l'anziano. Appare quindi probabile che quella ragazzina sia la figlia della donna.

La Polizia scopre che oltre al 18enne, anche un 92enne aveva avuto rapporti sessuali a pagamento con la ragazzina. Proprio il 92enne diventa poi vittima di ricatti da parte della madre, che cerca con vari stratagemmi di farsi consegnare del denaro dall'anziano, arrivando addirittura ad inscenare la morte della figlia, chiedendo all'uomo soldi (circa 200 euro) per pagare il funerale, e facendo comparire una falsa lettera della ragazzina in cui si intuisce che sarebbe morta di dolore per colpa dell'anziano, che non le avrebbe pagato una delle prestazioni sessuali.

L'indagine è stata condotta anche grazie alle intercettazioni telefoniche, dalle quali gli inquirenti sono riusciti anche a fare un quadro della personalità della ragazzina: se con i propri coetanei aveva un atteggiamento molto spegiudicato e volgare, tanto da essere definita la "bulla", con la madre invece aveva un comportamento di completa sottomissione.

E proprio la madre, spesso, utilizzava i soldi guadagnati dalla figlia con la prostituzione per giocare al bingo, un'abitudine alla quale pare non riuscisse proprio a resistere.

La ragazzina da circa un mese era stata affidata ad una comunità su disposizione del Tribunale dei Minori de l'Aquila.  Proprio dalla comunità si è anche saputo che la ragazzina sta lentamente tornando ad una vita normale.

Il dott. Muriana ha sottolineato come ci sia stata l'esigenza prioritaria di chiudere nel più breve tempo possibile le indagini, per tutelare proprio la 12enne. Per questo, non si esclude che prima degli accertamenti della Polizia, iniziati fra luglio ed agosto di quest'anno, ci possano essere stati anche altri clienti che hanno avuto rapporti con la ragazzina.

Fra l'altro, la madre aveva anche contattato il padre della ragazzina, che si trova in Africa, cercando di convincerlo a farsi affidare la ragazzina, in modo da poterla avere poi di nuovo in casa lei stessa.

Ricordiamo che avere rapporti sessuali con una persona con età inferiore ai 14 anni è reato: i due clienti, infatti, sono accusati di violenza sessuale su minore di 14 anni, la madre invece è accusata di prostituzione minorile.

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Il sostituto commissario Camerano, che ha partecipato all'arresto della donna, ha sottolineato come la casa fosse in condizioni igientiche e sanitarie assolutamente insostenibili.

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