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Arrestati a Taranto i complici della rapina alla gioielleria Montalbano

Lo scorso 4 luglio, in pieno centro a Pescara, tre rapinatori presero in ostaggio i titolari di una gioielleria lungo Corso Vittorio. Dopo una sparatoria, i tre criminali furono arrestati davanti ad una folla di persone. Oggi la Questura di Pescara ha arrestato, a seguito di una lunga indagine, altre tre persone appartenenti alla banda

Ci sono voluti quasi cinque mesi, ma alla fine la Questura di Pescara è riuscita ad individuare tutti i componenti del "commando" che lo scorso 4 luglio, durante i Giochi del Mediterraneo, assalì la gioielleria Montalbano , in pieno centro a Pescara.

L'episodio fece molto scalpore in quanto quel sabato pomeriggio le vie di Pescara erano molto affollate, e gli spari della rapina destarono l'attenzione e la preoccupazione di molti passanti.

Sul posto arrivarono ben 5 pattuglie della Polizia, fra Squadra Mobile e Reparto Prevenzione Crimine, compresa una volante di Bologna, in città per i Giochi.

Alla fine i rapinatori, tre pregiudicati tarantini, furono arrestati, dopo che gli stessi avevano anche preso in ostaggio ed immobilizzato i due coniugi dell'attività e la suocera 70enne.

Gli arrestati furono identificati in D'Onofrio Massimo, Grassi Paolo e Grassi Enrico, tutti di Taranto. Lo stesso Paolo Grassi era evaso dal carcere di Taranto a seguito di un permesso premio.

Fin da subito, anche grazie alle testimonianze dei presenti, si era capito che almeno un'altra persone faceva parte della banda, il cosiddetto "palo" che attendeva in un'auto, una Fiat Uno. L'uomo era riuscito però a sfuggire alla cattura.

A quel punto, sono scattate le indagini da parte degli inquirenti.

Come spiegato dal dirigente della Squadra Mobile Zupo, il quadro complessivo della vicenda lasciava intuire che dietro ci fosse un gruppo di criminali numeroso e ben organizzato, che aveva preparato il colpo con estrema cura già nelle settimane precedenti.

Grazie ad alcuni tabulati telefonici degli arrestati ed alle intercettazioni telefoniche, supportate da alcuni riscontri reali, gli inquirenti avevano individuato altri tre soggetti, che completavano la banda.

In particolare, era emerso come i criminali avevano passato la notte precedente al colpo in Abruzzo, rispettivamente ad Alba Adriatica e Vasto. Proprio a Vasto, la Polizia aveva fermato quel giorno per un controllo uno dei tre complici, che era in compagnia di uno dei rapinatori.

A quel punto i contorni della vicenda erano delineati, e per questo il Gip Di Fine su richiesta del Pm D'Agostino, ha emesso tre ordini di cattura, eseguiti ieri dalla Polizia di Taranto, per:

Vuto Paolo, considerato il "palo" della rapina, ovvero l'uomo che si trovava a bordo dell'auto, poi fuggito
Vozza Cataldo, ideatore del colpo e capo della banda, pluripregiudicato per vari reati fra cui il tentato omicidio, che seguiva il colpo a bordo di un'altra autovettura
Pulpito Pasquale, pregiudicato che probabilmente si trovava in auto con Vozza

Tutti e tre i complici erano armati, e probabilmente erano disposti anche a sparare pur di portare a termine il colpo, ma la massiccia presenza di agenti li ha scoraggiati e convinti a fuggire immediatamente.


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