Cronaca

Pescara, patto per la droga fra rom ed albanesi: sette arresti

Una vera e propria alleanza criminale fra alcuni rom stanziali pescaresi ed una banda di criminali albanesi per gestire il traffico e spaccio di cocaina, eroina e marijuana lungo la costa adriatica

Da concorrenti ad alleati. Il crimine non conosce campanilismi ed anzi, pur di portare a casa centinaia di migliaia di euro al mese stringe alleanze e patti di sangue.

Come nel caso della famiglia rom stanziale pescarese ed un clan di albanesi che hanno messo su una vera e propria organizzazione per il traffico e lo spaccio di stupefacenti su tutta la cosa adriatica, dall'Abruzzo alle Marche.

In manette sono finite in tutto sette persone, con due ricercati attualmente braccati dalla Guardia di Finanza di Pescara, che ha condotto l'intera operazione.

Trentasei invece i denunciati: 27 albanesi, 9 italiani otto dei quali di etnia rom. Fra loro anche Sante Morelli, classe 59 detto "Paccotto". A lui gli uomini della Guardia di Finanza hanno "dedicato" l'intera operazione, che ha permesso di infliggere un duro colpo all'attività di spaccio di droga sul nostro territorio.

Un'indagine lunga, fatta di intercettazioni su 150 utenze, 10 mila ore di ascolto e 20 mezzi tracciati tramite satellitare. Oltre a Morelli, in manette è finita anche la moglie Bevilacqua Rosa classe 62.

Arrestati anche Pepa Vilson, Beqiraj Erjon e Beqiraj Ermal, tutti albanesi. Ancora ricercati il capo dell'organizzazione albanese ed il suo gregario.

L'organizzazione curava ogni minimo particolare: addirittura seppelliva i panetti di droga nelle campagne abbandonate fra Cappelle Sul Tavo, Tortoreto e Spoltore.

Cocaina, eroina e marijuana che arrivava dalla Germania, dall'Olanda e dalla stessa Albania. I proventi dello spaccio, che superano i 100 mila euro al mese, venivano poi spediti in Albania tramite viaggi in autobus con autolinee locali, con la compiacenza di un autista, anch'egli indagato. Gli appuntamenti venivano fissati in codice o utilizzando anche chat criptate.

L'organizzazione cambiava continuamente automobili, acquistate nuove e spesso con prestanome. Sequestrati 10 kg di cocaina, 50 kg di marijuana, 10 kg di eroina oltre a 40 mila euro in contanti.

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