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Pescara Colli: rischio idrogeologico, i cittadini chiedono studi approfonditi

I tragici episodi avvenuti a Messina, hanno riportato all'attenzione della cittadinza pescarese i possibili rischi idrogeologici nella nostra città, in particolare a Pescara Colli. Due geologi locali hanno fatto il punto della situazione ed indicato le priorità da mettere in atto

chiesa_piazza_colliLe tragiche notizie arrivate da Messina, con la morte di diverse persone a causa delle frane, hanno suscitato nei cittadini pescaresi diverse preoccupazioni e dubbi riguardanti la reale situazione della nostra città per quanto riguarda il rischio idrogeologico.

E' noto come a Pescara, in particolare nella zona dei Colli ed a San Silvestro, siano avvenute nel passato frane e dissesti più o meno gravi, che per fortuna non hanno avuto bilanci drammatici come in Sicilia, ma che preccupano tutti coloro che abitano queste zone.

Per questo, nei giorni scorsi si è tenuta nella sede della circoscrizione di Pescara Colli, un'assemblea pubblica voluta dal PD del quartiere, per discutere della situazione e dei potenziali rischi nella zona.

Due geologi locali, Eustachio Pietromartire e Paolo di Marcantonio, hanno chiarito alcuni aspetti riguardanti il territorio dei Colli pescaresi.

"La situazione, per fortuna, è completamente diversa rispetto alle realtà di Sarno e Messina, ma necessita di alcuni interventi mirati e studi approfonditi per risolvere alcune problematiche. Via di Sotto, ad esempio, non è altro che un fosso, i cui due crinali sono costituiti dalle attuali vie Colli Innamorati e Colle di Mezzo. L'intesa attività di urbanizzazione ed edificazione della zona, negli anni del "boom"edilizio, ha causato la scomparsa del fosso e la conseguente impermeabilizzazione del terreno, che causa allagamenti ogni qual volta ci sono fenomeni piovosi intensi" ha dichiarato Pietromartire.

"In effetti, in alcune zone limitrofe si sono avute frane nel passato, e per questo è necessario monitorare con attenzione la situazione, ma occorrerebbero studi più approfonditi rispetto a quelli disponibili, che vanno al di là delle immagini satellitari e topografiche, con sondaggi ed approfondimenti dei terreni su cui poggiano le case" ha dichiarato Di Marcantonio.

Colle Caprino, Colle Scorrano, Colle del Telegrafo, Colle di Mezzo sono le zone più a rischio secondo i tecnici, che ricordano come sia da considerare anche la variabile dei cambiamenti climatici degli ultimi anni, che portano ad un'estremizzazione dei fenomeni piovosi anche alle nostre latitudini.

A seguito di queste dichiarazioni, è nata l'idea, da parte dei residenti, di costituire un apposito comitato per chiedere al Comune di effettuare studi più approfonditi, e soprattutto bloccare le nuove concessioni edilizie in attesa di dati più specifici e rassicuranti.

"I cittadini sono molto sensibili all'argomento, e la preoccupazione di possibili dissesti ha portato alla richiesta, promossa dal PD, di organizzarsi in un comitato cittadino, che superi le appartenenze politiche e chieda al Comune di effettuare studi scientifici approfonditi che ora scarseggiano, oltre al blocco delle nuove concessioni edilizie per garantire sicurezza e tranquillità ai residenti della zona Colli" ha dichiarato Piero Giampietro, segretario del circolo Colli del PD.

"Il consigliere comunale Fusilli porterà in sede di Consiglio Comunale la proposta, durante la discussione sul bilancio di previsione per il 2010" ha aggiunto il consigliere Pagnanelli.

In effetti, ascoltando l'opinione dei cittadini, si nota una certa inquietudine soprattutto per la mancanza di dati certi sul rischio frane nella zona dei Colli.

"Abito in via di Sotto, e da quanto ho capito non ci sono rischi gravi come in altre zone d'Italia, ma i geologi hanno bisogno di altri studi per dare un'opinione definitiva. Questo fatto mi lascia dubbioso, e spero che presto si possa risolvere il problema. La sicurezza viene prima di tutto" dichiara Giuseppe, residente da sempre nella zona.

"Io l'avevo sempre detto e più volte denunciato che nella zona dei Colli si stavano costruendo troppe case, spesso in posizioni molto discutibili. Quando piove tutti vediamo cosa succede, spesso ci sono allagamenti. Spero che la nascita di un Comitato possa prima di tutto bloccare la costruzione selvaggia di nuove case e palazzi, e fare luce sulle situazioni dubbie già presenti. Non è giusto che a causa della smania di affari dei costruttori, possano correre pericoli i cittadini comuni ed onesti" afferma Paola.

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