Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Carte di credito clonate: 26 arresti

Si chiama "EasyCode" l'operazione della Polizia Postale del compartimento "Abruzzo" di Pescara, che ha portato all'arresto di 26 persone per clonazione di carte di credito. In manette un albergatore del teramano

Una vera e propria organizzazione criminale, in cui c'erano i "capi area" ed i terminali distribuiti in varie regioni d'Italia, che utilizzava indebitamente carte di credito clonate con la compiacenza di molti commercianti fra Roma, Foggia, Bari e Napoli. Coinvolto anche un albergatore della costa teramana.

Sono 26 in tutto le ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip Billi de L'Aquila: 19 sono già state eseguite, mentre 7 persone sono ancora latitanti.

L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata all'indebito utilizzo di carte di credito, furto di dati informatici.

L'indagine è partita nel mese di ottobre sel 2010, grazie ad alcuni accertamenti compiuti dalla Sezione della Postale di Teramo, che aveva notato strane transazioni e tentativi di transazione in alcuni esercizi commerciali.

Grazie ad una complessa attività d'indagine, ha spiegato il dott. Sorgonà, dirigente della Polizia Postale di Pescara, fatta di intercettazioni telefoniche ed ambientali, con l''analisi di migliaia di dati riguardanti alcune transazioni commerciali grazie ad un apposito software elaborato per questa indagine, gli inquirenti hanno scoperto che l'organizzazione agiva in diverse regioni d'Italia, con alcuni personaggi ritenuti i capi delle varie zone, e l'appoggio di commercianti compiacenti sparsi fra il Lazio, la Puglia, la Campania ed in un caso in Abruzzo.

Fra gli arrestati un cittadino romeno di 34 anni, capo della cellula abruzzese, e due fratelli romani, attualmente ricercati. I criminali utilizzavano le carte clonate per simulare acquisti nei negozi. Dopo essersi procurati i codici delle carte che arrivavano dagli Usa e da alcuni skimmer posizionati nei bancomat, li trasferivano su carte comuni dotate di banda magnetica attraverso un apposito strumento.

A quel punto le carte venivano usate in negozi di persone compiacenti a Roma e Napoli e nelle province di Teramo, Bari e Foggia. Per quanto riguarda il teramano, in manette è finito un albergatore della costa.

Si tratta di attività di ogni genere: dalle copisterie ai ristoranti, ai negozi di informatica ed abbigliamento. I titolari strisciavano le carte nei POS senza che ci fosse nessun cliente nel negozio, come dimostrano alcune transazioni avvenuti alle 3 di notte.

Molti pagamenti erano sospetti e non sembravano verosimili, come ad esempio acquisti per 1.500 euro avvenuti a distanza di pochi minuti in una copisteria.

A capo dell'organizzazione un 25enne romeno, I.S.G., che si occupava di smistare i compiti e distribuire i codici delle carte di credito alle varie cellule sparse nelle città.

Per ogni gruppo vi era un referente territoriale, B. C., un altro cittadino rumeno di anni 34, pregiudicato, capo della cellula abruzzese, latitante, M. R., di anni 46, capo della cellula pugliese, latitante, G. S. e G. D. due fratelli romani di 41 e 39 anni, latitanti, capi delle due cellule di Napoli e Roma.

La Polizia non esclude rapporti con la camorra e la Sacra Corona Unita.

Le carte clonate appartenevano ad utenti giapponesi, americani, cinesi. Il danno economico poteva raggiungere i 2 milioni di euro, quello effettivamente riscontrato prima che la Postale ha avviato l'indagine probabilmente è superiore ai 500 mila euro.

Per eseguire l'operazione sono stati impiegati 150 uomini. Sequestrate carte clonate, una BMW 320, dei personal computer, apparecchiatura elettroniche per la clonazione, telefonini, assegni, e documenti.

I NSTALLAZIONE DI UNO SKIMMER: VIDEO

 

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