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Penne, inchiesta Vestina: Di Norscia non andava arrestato

Dopo la decisione del Riesame dell'Aquila del 21 maggio scorso, anche la Suprema Corte di Cassazione di Roma ha confermato l'illegittimità degli arresti dell'ex assessore di Penne Femio Di Norscia

Femio Di Norscia non andava arrestato. L'ex consigliere comunale di Penne, che lo scorso aprile finì ai domiciliari a seguito dell’Operazione Vestina condotta dai carabinieri di Penne, non doveva essere arrestato.

La maxi inchiesta Vestina portò 5 persone agli arresti e a 30 indagati, fra cui il sindaco di Penne Donato Di Marcoberardino.

A sancire l'illegittimità degli arresti di Di Norscia, chiesti dal Pm Varone a dicembre 2009 e concessi il 22 aprile dal Gip Di Fine, è stata la Suprema Corte di Cassaione di Roma.

L’ingiusta detenzione dell'ex consigliere dell'Udc era già stata sentenziata dal Riesame dell’Aquila il 21 maggio scorso.

Adesso che le indagini a suo carico si sono concluse, Femio Di Norscia è in attesa del processo. Le accuse a suo carico sono di corruzione per atti contrari  ai doveri d ufficio, truffa aggravata ed abuso d'ufficio

Di Norscia, ex assessore comunale ai servizi sociali del Comune e consigliere comunale di minoranza Udc, è pronto a chiedere i danni.

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