Penne Penne / Piazza Santa Croce

Penne, un nuovo comitato contro l'antenna di Colle Castello

Ieri sera, nella chiesetta di Santa Croce, si è svolto un incontro tra i residenti dello storico colle pennese e i vertici dell'amministrazione D'Alfonso

"Vogliamo sapere che politica intende perseguire il governo D'Alfonso per quel che riguarda la gestione del traliccio per la telefonia", hanno detto i residenti del più alto colle pennese. L'antennone montato alle spalle di Porta Teramo,  uno dei luoghi più caratteristici e suggestivi della Penne antica, proprio non piace.

I cittadini hanno riferito al sindaco Rocco D'Alfonso da un lato di essere preoccupati per la loro salute e dall'altro che il "topolino", così viene definito in gergo il traliccio, rappresenta un condanna per la storicità e la bellezza artistica della zona. I residenti della zona hanno detto che la precedente amministrazione non ha mantenuto le promesse fatte, in particolare quella di monitorare, attraverso l'installazione di un display, la portata di pericolosità del traliccio.

"Da quando è stata montata la prima antenna", ha detto infervorata una signora dello storico rione pennese, "abbiamo protestato. Sono morte già tante persone per gravi malattie, molto probabilmente anche a causa della vicinanza alle antenne ormai da troppi anni presenti sul nostro quartiere". Il vicensindaco Luigi D'Angelo ha cercato di spiegare ai residenti l'intenzione della nuova amministrazione di far chiarezza sulla reale pericolosità dell'antennone.

D'Angelo ha proposto di convocare una riunione tra residenti e  tecnici della Polab srl, la ditta che dopo l'installazione dell'antennone ne verificò la pericolosità e i parametri. Quel che è certo che gli abitanti del Colle Castello l'antenna non l'hanno mai voluta e  non la vogliono. Alla riunione ha preso parte anche la scrittrice Donatella Di Pietrantonio che ha preso la parola in qualità di residente del centro storico e come membro del nascente comitato contro l'antennone dell'alto colle pennese. "Chiediamo all'amministrazione non di fare ma di non fare, non di dare ma di togliere", ha detto con maestria la nota scrittrice vestina.

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