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Giovedì, 26 Maggio 2022
Penne Penne

Un murale davanti alla Croce rossa di Penne per ricordare Gabriele D'Angelo e le vittime di Rigopiano

L'opera è stata realizzata durante l'estate dall'artista pennese Alessio D'Angelo e si trova sulla facciata esterna della sede della Croce rossa vestina dove Gabriele è stato volontario per molti anni

Hanno voluto far realizzare un'opera d'arte che potesse ricordare ogni giorno, davanti alla loro sede, il loro amico e collega volontario Gabriele D'Angelo, morto nel crollo dell'Hotel Rigopiano il 18 gennaio 2017. Grazie all'artista vestino Alessio D'Angelo, la Croce Rossa di Penne dall'estate scorsa ha abbellito una delle facciate della sede vestina con un murale dove è ritratto proprio Gabriele alla guida di un'ambulanza, proprio come è avvenuto per tantissimi anni quando il giovane ha prestato servizio come volontario.

E ieri, in occasione del quinto anniversario della tragedia che ha spazzato via il resort di Rigopiano causando 29 vittime, il Comitato Regionale Abruzzo della Croce Rossa ha voluto proprio ricordare Gabriele D'Angelo con un post sulla pagina Facebook dove mostra con una foto l'opera di street art. Come ci ha spiegato lo stesso artista che ha disegnato il murale, l'idea è venuta ai ragazzi del comitato in particolare a Pino Pomponio e Laura De Simone che hanno contattato Alessio sapendo che si occupava di questo genere di opere e che conosceva da una vita Gabriele, avendo frequentato da piccoli le stesse scuole ed anche nel tempo libero. L'artista ha subito accettato la proposta dedicando passione e tempo per ricordare l'amico,  mentre i volontari hanno raccolto la cifra necessaria per l'acquisto dei colori e del materiale per realizzare il murale.

Nell'opera, ha aggiunto Alessio, ci sono anche tanti piccoli simboli e significati come ad esempio la targa dell'ambulanza, che è esattamente quella del mezzo che Gabriele D'Angelo guidava da sempre. I fiori rossi nel prato che si notano sono 29, come il numero delle vittime del crollo dell'Hotel Rigopiano a testimonianza che il murale non vuole ricordare solo ed esclusivamente la perdita di Gabriele, ma anche di tutte le altre persone decedute sotto le macerie. Il muro sfondato, invece, è un riferimento alla questione dell'inchiesta giudiziaria e del processo che continua a far discutere per i lunghi tempi previsti a causa dei numerosi ritardi e rinvii accumulati: un muro di omertà che, secondo l'artista, dev'essere sfondato per arrivare alla verità e dare giustizia a chi è morto in quel drammatico crollo.

Gabriele D'Angelo è morto a 31 anni, ed era un cameriere dell'Hotel Rigopiano. Fin dal mattino del 18 gennaio si era preoccupato della situazione che si stava creando con la strada bloccata che impediva agli ospiti e al personale di scendere a Farindola, ed alle 11,38 aveva contattato la prefettura per chiedere di mandare dei mezzi stradali di soccorso. Il suo telefonino fu poi sequestrato dalla Procura di Pescara nell'ambito dell'inchiesta sui presunti depistaggi.

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