Gallerista di Pescara falsifica 300 opere di Pistoletto, l'artista: "Grave farlo per speculazione"

«L'arte», aggiunge Pistoletto, «è l'espressione alta e profonda della società. E' grave che ci sia chi falsifica opere per farne  speculazione economica».

«Quanto accaduto è stata una vera sorpresa anche perché con quel gallerista avevamo lavorato bene in passato. Deve essergli successo qualcosa di grave se ha fatto una cosa così tremenda. Chi ha falsificato, ha approfittato della mia fiducia. Non mi era mai capitato».

Queste le parole che esprime il maestro biellese Michelangelo Pistoletto in riferimento al gallerista di Pescara, Cesare Manzo, condannato in primo grado a due anni e due mesi con l'accusa di aver falsificato oltre 300 opere di Pistoletto per un valore di oltre mezzo milione di euro.

Un'operazione dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale ha portato al sequestro di 115 sue opere contraffatte della serie "Frattali". Per aver falsificato e venduto le opere il tribunale di Pescara ha condannato nei mesi scorsi in primo grado a due anni e due mesi di carcere il gallerista pescarese.  «L'arte», aggiunge Pistoletto, «è l'espressione alta e profonda della società. E' grave che ci sia chi falsifica opere per farne  speculazione economica».

Dagli accertamenti dei militari è emerso che a fronte di una produzione autentica di 166 frattali grafici e 9 numerici, la circolazione in commercio era di oltre 500 opere. Le verifiche hanno evidenziato che il gallerista, che negli anni '90 aveva organizzato numerosi eventi promozionali delle opere di Pistoletto, nel  2000 aveva allestito una mostra nella quale venivano esposte le opere della serie frattali. Proprio in quelle occasioni, approfittando della fiducia del maestro, il falsario avrebbe appreso alcune delle tecniche di creazione, provvedendo in proprio alla produzione delle opere. L'analisi dettagliata e il riconoscimento delle opere autentiche prodotte dall'artista ha  permesso di individuare le 356 opere contraffatte che in oltre un ventennio sono state acquistate attraverso varie gallerie, case d'asta e siti internet di settore per un valore economico superiore a un milione e mezzo di euro. Nel corso dell'operazione , sono state sequestrate 115 opere e i timbri utilizzati per la realizzazione delle false dichiarazioni di autenticità. Al maestro Pistoletto, che si è costituito parte civile per il danno morale e d'immagine, è stato riconosciuto il diritto all'integrale risarcimento.

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