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Operazione "Lavoro Pulito": Avigdor nega ogni accusa

Roberto Avigdor, il tributarista residente nel teramano accusato di essere a capo dell'organizzazione criminale dedita all'immigrazione clandestina, ha negato ieri, nel corso dell'interrogatorio, ogni accusa. Avigdor, per motivi di salute, ha ottenuto i domiciliari

Ha negato ogni accusa, dichiarando di aver agito sempre nel massimo rispetto delle leggi sull'immigrazione Roberto Avigdor, il tributarista del teramano arrestato lunedì scorso nell'ambito dell'operazione "Lavoro Pulito" condotta dai Carabinieri di Penne frutto di anni di indagine da parte della Procura di Pescara.

Avigdor ieri è stato ascoltato per il primo interrogatorio ufficiale dal gip Campli. L'uomo, considerato la "mente" ed il capo dell'organizzazione criminale che avrebbe fatto entrare illegalmente più di 1.500 immigrati in Italia, per poi sfruttarli e schiavizzarli, ha negato di aver agito fuori dalla legge, definendosi una brava persona ed un serio professionista.

All'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute.

Intanto emergono alcuni particolari riguardanti il trattamento degli immigrati dalle dichiarazioni delle stesse vittime dell'organizzazione: "Dovevamo consegnare almeno 40 cassette di ortaggi al giorno, ma spesso con delle scuse ci pagavano la metà rispetto a quanto ci spettava. A volte non ci pagavano nemmeno." "Se stavi male era impossibile chiedere un giorno di riposo".
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