Cronaca

Omicidio Teresa Bottega, uccisa e gettata in un canale dal marito Giulio Cesare Morrone

Ventidue anni di segreti, di silenzi, spezzati dalla confidenza fatta ad un parroco di Pescara. Alla fine messo alle strette dalla Squadra Mobile, Morrone ha confessato: "Ho ucciso Teresa nel 1990"

Una triste vicenda, quella della scomparsa di Teresa Bottega, 34enne che nel 1990 sparì misteriosamente senza lasciare alcuna traccia, abbandonando due figli, ed il marito, Giulio Cesare Morrone.

Una scomparsa che a distanza di 22 anni ha avuto finalmente una soluzione. La più tragica delle soluzioni. Teresa, infatti, non si era allontanata volontariamente, ma era stata uccisa e gettata in un canale proprio dal marito, imprenditore che da sempre si occupava di installazione di allarmi e sistemi di sicurezza.

Morrone all'epoca dei fatti non aveva sporto denuncia, a differenza delle sorelle di Teresa che andarono in Questura per segnalare la scomparsa della donna.

Un segreto del quale qualcuno, direttamente o indirettamente, era a conoscenza. Un parroco, guida spiriturale di Morrone, al quale l'uomo aveva praticamente confessato il delitto una decina di anni dopo. E lo stesso parroco poi rivela la confidenza ad un suo amico, che diventa l'elemento chiave per la Squadra Mobile per risolvere il caso.

"A Pescara un uomo ha ucciso la moglie", questa la confidenza fatta dal prete all'uomo che subito si recò dalle Autorità per segnalare che in città forse qualcuno aveva ucciso la moglie. Ma non vi erano dettagli utili, non c'erano i mezzi investigativi a disposizione attualmente, e così non iniziò nessuna indagine.

Ma 2 mesi fa lo stesso uomo, elogiato per il suo senso civico dal capo della Mobile Muriana, torna a raccontare di questa confidenza. Ma questa volta la Polizia, grazie a due dettagli fondamentali capisce quale potrebbe essere l'assassino in questione. Si tratta di Morrone, amante della "bella vita", appassionato di culturismo che negli anni in cui viveva con Teresa ha condotto una vita definita dagli inquirenti "esuberante". Spesso i due avevano litigato, il rapporto era ormai logoro: la donna si era anche allontanata di casa per qualche giorno, per poi fare ritorno dai suoi figli. Un maschio, morto nel 2010 in un incidente in montagna, e una femmina, ormai diventata donna e a sua volta madre di una bambina.

Alcune delle sorelle e dei fratelli di Teresa, negli anni, hanno sempre sospettato che la sorella potesse essere stata uccisa, ma nessun elemento era mai stato trovato per dimostrare la colpevolezza di Morrone. Fino a quando la Polizia non lo ha messo sotto torchio, interrogandolo per diverse ore fino alla confessione.

La Polizia si reca a Bondeno, località del ferrarese dove l'uomo ha scaricato il cadavere di Teresa in un canale, dopo averla uccisa nella loro casa di Pescara ed aver vagato sull'autostrada senza una meta precisa. Un raptus di follia, non un delitto premeditato quello compiuto da Morrone che negli anni ha poi cercato di rimuovere completamente il ricordo della moglie, arrivando addirittura a strappare tutte le foto che lo ritraevano con lei.

Il dirigente della Mobile Muriana ha evidenziato come ci siano delle speranze per il recupero del corpo della donna: se infatti il cadavere è riemerso dopo pochi giorni, potrebbe essere stato rinvenuto e segnalato negli archivi delle Forze dell'Ordine come corpo privo di identificazione. E' in corso a tal proposito un'intensa attività d'indagine.

Morrone attualmente è indagato a piede libero, mentre la Polizia esorta chiunque possa essere a conoscenza di altri dettagli, soprattutto nell'ambiente della chiesa, a farsi avanti per aiutare a rimettere insieme tutti i pezzi di una brutta e triste vicenda.

Significativa la frase di una delle sorelle di Teresa detta agli inquirenti: "Sarà il Natale più bello dalla scomparsa di Teresa. Finalmente sappiamo la verità".

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