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Omicidio Teresa Bottega, niente carcere per il marito

Giulio Cesare Morrone, pescarese che nel 1990 uccise la moglie Teresa Bottega gettando il cadavere in un canale di scolo, non andrà in carcere. La Corte d'Appello de L'Aquila infatti ha prescritto l'aggravante dei futili motivi

Niente carcere e niente aggravanti per Giulio Cesare Morrone, l'uomo che nel 1990 uccise la moglie Teresa Bottega al termine di un brutto litigio, gettando il cadavere della donna in un canale di scolo in Emilia Romagna.

La Corte D'Appello de L'Aquila infatti ha prescritto l'aggravante dei futili motivi chiesta dal Pm, che avrebbe portato ad una condanna di 30 anni da scontare in carcere al netto della riduzione per il rito abbreviato.

Ora, invece, di fatto Morrone non finirà in cella nonostante abbia per ben due volte confessato il delitto: una prima volta, a breve distanza dai fatti, ad un parroco che si era avvalso del segreto sacerdotale, ed una seconda volta tre anni fa, quando fu messo alle strette dalla Squadra Mobile che, a seguito di una confidenza, riuscrì a risalire alla verità dopo aver ascoltato il prete ed interrogato lo stesso Morrone.

Una sentenza beffarda soprattutto per le sorelle della Bottega, che dunque non vedranno in carcere il marito della sorella che riuscì a tenere il segreto per oltre vent'anni, facendo credere che Teresa si era allontanata volontariamente da casa abbandonando anche i due figli.

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