Per l'omicidio Russo arrivano le motivazioni della sentenza: "Mucciante pienamente responsabile del delitto"

Per il giudice che ha emesso la sentenza di primo grado, l'incapacità di intendere e volere al momento del delitto viene annullata dall'aggravante per i futili motivi

Sono state pubblicate le motivazioni per la sentenza di primo grado nell'ambito del processo per l'omicidio di Salvatore Russo, l'uomo ucciso il 25 aprile 2018 a Pescara da Roberto Mucciante, il suo vicino di casa. Il giudice Bongrazio infatti ha inflitto una pena di 16 anni derivante dallo sconto di un terzo della pena base di 24 anni per il rito abbreviato, con la responsabilità penale del delitto nonostante l'infermità mentale.

CONDANNATO A 16 ANNI MUCCIANTE

La capacità di intendere e volere, infatti, è stata attribuita in quanto presente l'aggravante dei futili e banali motivi. Mucciante, lo ricordiamo, ha ucciso con oltre 20 coltellate la vittima per dei presunti rumori fastidiosi che il vicino stava producendo nel garage del loro palazzo, dove lo ha raggiunto e colpito a morte.

La sentenza aveva scatenato le reazioni e le critiche dei parenti di Russo anche per l'esclusione dell'aggravante della crudeltà in quanto Mucciante lo ha colpito con la maggior parte delle coltellate quando era già morto:

"Va escluso che al Russo sia stata inflitta una sofferenza ulteriore e superflua rispetto alla deplorevole finalità omicidiaria"

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