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Omicidio Rigante e scontri a Pescara: il commento di Codici

Domenico Pettinari, Segretario Provinciale di Codici, commenta gli ultimi episodi avvenuti in città, dopo gli scontri ed i momenti di tensione di ieri quando un gruppo di circa 300 ultras ha preso a sassate le case dei rom a Rancitelli

"Tra qualche giorno forse tutto passerà. La gente abbasserà i toni. Le istituzioni, passata la “tempesta”, torneranno vergognosamente a latitare. E un altro morto potrà scapparci nuovamente. Forse tra un mese, forse tra un anno.
Nel silenzio assordante di tutti rimarranno come sempre sul campo di battaglia a fronteggiare la malavita e a rischiare in prima persona i cittadini che vivono nelle zone a rischio della città in particolar modo il popolo di fontanelle, il popolo di rancitelli, zanni e san donato. Rimarranno sul campo come sempre due organizzazioni che si battono a tutela dei diritti dei cittadini e della legalità: CODICI e Insieme per Fontanelle.
Per noi la mobilitazione non è mai finita. Per noi non c’è tregua. Per noi domani è un  nuovo giorno di lotta in mezzo ai criminali, nei quartieri a rischio a continuare a ricevere segnalazioni e a predisporre denunce alle autorità competenti. I nostri attivisti, come ieri e oggi, domani si troveranno nuovamente a faccia a faccia con il criminale pluripregiudicato a subire violenze ed intimidazioni a guardare il marcio e a non voltarsi dall’altra parte, a rimanere con la testa alta e la schiena dritta anche quando dentro la paura sale alle stelle. Perché questo noi facciamo quotidianamente, questo fa la nostra gente, questo fanno i volontari delle nostre organizzazioni. Domani le porte dei nostri uffici a zanni e in via caduti per servizio saranno nuovamente aperte per combattere la illegalità diffusa e fornire tutela legale ai cittadini onesti.
 
Dopo questa doverosa premessa non possiamo tacere sulle immani responsabilità in capo ai vertici delle istituzioni .
Avevamo chiesto gli sfratti degli abusivi circoscrivendo la nostra richiesta nei confronti di coloro che rivestivano la qualifica di criminali pluripregiudicati cioè quelle persone che oltre ad essere abusivi sono autori di quotidiani disordini soprusi e violenze ai danni della nostra gente perbene.
Abbiamo dovuto constatare che a fontanelle non si faranno altri sfratti perché i succitati vengono ritenuti non sfrattabili solo perché (senti, senti!!) non sono mai partite le procedure di sfratto che richiedono tempi stratosferici e oggi, solo perché c’è un morto “in mezzo ai piedi” vediamo la politica locale svegliarsi da un lungo sonno e dichiarare che da domani bisogna sollecitare l’ATER ad intervenire con gli sfratti , la stessa ATER presso cui solo un mese fa abbiamo appurato che non era possibile procedere con gli sfratti.
Addirittura al civico 25 di via caduti per servizio, per noi ritenuto il centro nevralgico delle attività illecite della zone, proprio dove è stata rinvenuta la FIAT 500 utilizzata dal commando criminale per l’omicidio di Domenico Rigante e dove, a soli 20 metri di distanza, da tempo vivono due gemelli pluripregiudicati, all’ATER non risultava nessun abusivo fino a qualche mese fa nonostante noi da anni denunciamo la presenza di due pericolosissime famiglie abusive e solo alcuni giorni fa a seguito di nostre pressioni i vigili urbani si sono recati a fare il sopraluogo sul posto costatando solo una occupazione abusiva tralasciando di verificare tutto lo stabile.  Noi di CODICI ci stiamo rompendo il capo per far capire a Comune e Ater dove si trova il secondo abusivo pluriupregiudicato che alcune volte in preda ad improvvisi attacchi di  follia  scende in strada e sotto gli occhi della gente onesta spara con la sua pistola.
 
Non possiamo non arrabbiarci nel constatare che a fontanelle, ad esempio, nel periodo in cui sotto nostra costrizione continua venne distaccata l’unità fissa di polizia con i militari, il problema sicurezza era quasi del tutto risolto perché i criminali del posto si sentivano braccati minuto dopo minuto, sentivano il fiato sul collo delle forze di polizia e i  nostri associati del posto tirarono un lungo sospiro di sollievo perché come spesso dicevano “qua è tornata la pace e la tranquillità” e gli stessi rom presenti ad una nostra assemblea con alcuni loro emissari ci mandarono a dire che quel controllo assiduo non andava bene , scalpitavano e dicevano che non era possibile più lavorare in quel posto (lavorare voleva dire spacciare la droga).
E quindi io mi chiedo: perché proprio quando la misura adottata stava dando i suoi frutti migliori la macchina fissa con i militari ci è stata tolta? Perché il 31.12.2011 dopo solo 2 mesi di attività la pattuglia è stata rimossa? E naturalmente tutto è tornato come prima.
Si è tornato ad usare le pistole, a minacciare e a vendere droga.
 
Perché ieri si è tolta una unità fissa di polizia che tanti frutti stava dando e che impegnava un solo poliziotto e due militari quindi manco a dire uno spreco insopportabile di risorse, ed oggi si è impegnato il reparto mobile con decine di uomini ?
Perché il reparto mobile viene impiegato solo oggi, ieri le cose forse erano diverse?
E se dovessimo scoprire che il reparto mobile presente oggi nei quartieri a rischio tra una decina di giorni dovesse andar via cosa dovremmo pensare?
Dovremmo forse pensare che lo si è impiegato non per risolvere il problema sicurezza ma solo per prevenire possibili scontri tra faide opposte?
E questo significherebbe risolvere il problema sicurezza in città?
 
La rabbia e l’amarezza di chi combatte da tempo questa battaglia in estrema solitudine ed anche e soprattutto quando i riflettori sono spenti è tanta.
Si, perché solo alcuni mesi fa, quando non v’erano tanti riflettori su Pescara, mentre noi combattevamo la stessa battaglia che si combatte oggi, alcuni vertici delle forze dell’ordine rispondendo alle nostre richieste dissero che “alcuni stavano allarmando la massaia” (riferiti a noi) e che io stavo veicolando una informazione distorta nel dire che Pescara viveva una emergenza sicurezza.
Ed oggi cosa dovremmo dire noi?
Avevamo solo chiesto postazioni fisse h24 ( nei quartieri a rischio) che naturalmente all’occorrenza potevano anche pattugliare come sperimentato a fontanelle.  Non ci è stato concesso.
Avevamo chiesto gli sfratti degli abusivi pluripregiudicati.
Ne hanno fatto solo alcuni e tra l’altro verso i meno peggio.
Ho ascoltato le dichiarazioni di questi giorni della Polizia di Pescara e per la prima volta ho rilevato nel discorso segni di preoccupazione per quanto stava accadendo a Pescara ma mi sembra di capire che la preoccupazione della Questura sia tutta rivolta alla probabilità di scontri tra rom e organizzazioni di cittadini non altro anche perché il Questore ha sempre ribadito che a Pescara non v’è emergenza sicurezza ed allarme sociale.
Io penso che se le forze di polizia si fossero preoccupate nel passato della emergenza sicurezza in alcune zone della città, iniziando almeno col riconoscere il problema chiamandolo per nome come oggi si preoccupano del problema degli scontri, forse  le cose avrebbero preso una piega diversa.
E forse se ieri vi fosse stata più attenzione mostrando più ascolto a chi senza indossare una divisa rischia comunque tanto ogni giorno nelle zone calde della città per l’unico fine di difendere i diritti della gente onesta ed ha subito anche gravi attentati per averci messo la faccia, forse potevamo evitare – se non tutte - tante azioni delittuose."

Domenico Pettinari
Segretario Provinciale CODICI

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