Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Parchi pubblici e insicurezza, i timori e le denunce dei cittadini: l'ultima arriva dal parco Morelli a nord della città

Sono quasi quotidiane le segnalazioni che arrivano al nostro giornale ed è proprio nei parchi che spesso si concentrano gli interventi delle forze dell'ordine. Dopo l'omicidio nel parco Baden Powell l'ennesima segnalazione dalla zona Naiadi dove il campo di calcetto sarebbe un ricettacolo del disagio tra schiamazzi, violazioni di proprietà e risse

Di giorno luogo di ritrovo di ragazzi che con la scusa di giocare non farebbero altro che arrecare disturbo alla quiete pubblica tra “urla, schiamazzi e bestemmie”. Di sera “ricettacolo di persone poco raccomandabili” e altri disagi per i residenti tanto che “capita spesso che queste persone entrino nelle nostre proprietà, così come che accadano risse”. Questa la situazione che vivrebbero quotidianamente i residenti della zona nord di Pescara e per la precisione chi vive in zona Naiadi a ridosso del parco Morelli dove il campo di calcetto invece che luogo di aggregazione, sarebbe luogo di disgregazione sociale.

A denunciarlo è proprio un residente alla nostra redazione. L'ennesima denuncia di situazioni simili che si vivrebbero in diversi parchi cittadini come testimoniano non solo le tante segnalazioni che arrivano al nostro giornale, ma anche tanti fatti di cronaca.

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L'ultimo è il più agghiacciante: l'uccisione di un ragazzo di 16 anni nel parco Baden Powell forse per mano di altri due minori con un'ipotesi di movente da cercare in una lite legata alla droga. Le indagini sembrano procedere spedite e saranno queste a stabilire cosa è avvenuto. Da quel che fino ad ora sembra emergere sembra delinearsi un quadro difficile da mandare giù: un omicidio maturato tra giovanissimi che suonano come una sveglia rumorosissima su quel disagio di cui tanto si parla e di fronte al quale ci sente pervasi da un senso di impotenza.

Impotenza cui nella quotidianità si accompagna quello dell'insicurezza come quella denunciata dal cittadino che racconta ciò che avverrebbe ogni giorno nel parco Morelli. Insicurezza magari più percepita che reale, ma che si traduce nel timore di frequentarli i luoghi pubblici deputati, al contrario, allo svago di bambini, famiglie, giovani e anziani. Luoghi di aggregazione che, lo dice la cronaca, sono anche i luoghi dove si concentra molto l'azione delle forze dell'ordine. Basta scorrere le pagine della cronaca anche del nostro giornale, per imbattersi ad esempio negli interventi fatti in piazze centrali della città come piazza Santa Caterina, il parco Florida o il giardinetto del Terminal bus antistante l'area di risulta. Rileggendoli quegli articoli emerge come non di rado siano stati i minori ad essere stati segnalati o denunciati per possesso di droga, spaccio, ma anche perché trovati in possesso il più delle volte di coltelli poi posti sotto sequestro.

Non da meno le tante segnalazioni che arrivano, come detto, anche alla nostra redazione, da genitori che denunciano la vandalizzazione di giochi dei bambini ai residenti dei quartieri che raccontano di persone poco raccomandabili che dopo il tramonto sembrano prendere possesso di questi spazi e che, nella migliore delle ipotesi, disturbano la quiete pubblica.

Il residente della zona Naiadi dice che di segnalazioni soprattutto all'amministrazione comunale ne sarebbero state fatte tante, ma sarebbero tutte cadute nel vuoto. Se non è di certo compito di un'amministrazione quella di reprimere, a questa i cittadini che ci interpellano chiedono però maggiore attenzione e quindi più controlli e un efficiente videosorveglianza.

Se da una parte dunque a quel senso di insicurezza si chiedono risposte a chi di dovere perché fosse anche solo una percezione, questa venga ridimensionata permettendo di vivere serenamente la propria quotidianità, dall'altra quanto avvenuto nel parco Baden Powell e, seppur con tutte le differenze del caso, le segnalazioni di quegli schiamazzi e i disturbi arrecati a chi nei quartieri vive, pone tutti di fronte a un tema importantissimo: un disagio giovanile cui va data una riposta e di fronte al quale l'impotenza non è una buona scusa e ancor meno lo è l'indifferenza.

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