Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio del 16enne nel parco, la ricostruzione dei fatti degli investigatori

La vittima dell'assassinio nel parco Baden Powell di Pescara ha 16 anni: un diverbio connesso alla gestione di sostanze stupefacenti il motivo dell'omicidio

Arriva la ricostruzione ufficiale da parte della questura e della Procura della Repubblica di Pescara riguardo all'efferato omicidio consumato nel parco "Robert Baden Powell" in via Raffaello nella serata di domenica 23 giugno.
Intorno alle ore 21, le forze dell'ordine sono intervenute nell'area verde dopo la segnalazione di un ragazzo accoltellato.

Sul posto, gli equipaggi della squadra volante hanno rinvenuto, nella parte retrostante del parco, in mezzo a dei cespugli dietro il campetto di calcio, il corpo privo di vita di un ragazzo, un minore italiano, di 16 anni, con evidenti segni di ferite da taglio.

Immediatamente è stata avviata l’attività investigativa ed è stato informato il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica, Gennaro Varone, che si è recato sul posto insieme al procuratore capo della Repubblica di Pescara, Giuseppe Bellelli. Appena si sono palesate le possibili responsabilità di minorenni, sul luogo del delitto sono intervenuti il procuratore capo del tribunale per i minorenni dell’Aquila, David Mancini e il pubblico ministero minorile di turno, Angela D’Egidio, unitamente alla polizia giudiziaria della questura di Pescara e al medico legale, Cristian D’Ovidio.

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Le indagini avviate subito dopo il ritrovamento del corpo della giovane vittima, sono state condotte da personale specializzato della squadra mobile pescarese, dall’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e dalla polizia scientifica. È stato così possibile identificare la vittima e ricostruire la dinamica di quanto accorso, in particolare le cause che hanno determinato l’efferato evento omicidiario da ricondurre a un diverbio connesso alla gestione di sostanze stupefacenti. La vittima sarebbe stata attirata in una zona non sorvegliata retrostante il parco e poi colpita ripetutamente con un’arma da taglio nelle parti vitali del corpo.

Tali accertamenti sono maturati nell’ambito del raccordo operativo tra la Procura ordinaria di Pescara e la Procura della Repubblica del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Infatti, il pubblico ministero di turno della Procura Minorile ed il suo Procuratore Capo, dopo il sopralluogo sul luogo del delitto, si sono recati negli uffici della questura - squadra mobile, procedendo a sentire i testimoni per tutta la notte fino alla mattinata di oggi e a analizzare tutti gli elementi utili. Le sinergie operative hanno permesso di imprimere una svolta significativa alle indagini con l’acquisizione delle immagini di sorveglianza presenti nella zona antistante del parco e in prossimità di uno stabilimento balneare dove tutti i componenti del gruppo si sono recati dopo l’efferato crimine. È utile segnalare anche la cooperazione dei reparti investigativi della questura di (squadra mobile, le volanti e la polizia scientifica) che hanno fornito ai magistrati inquirenti elementi investigativi utili a determinare il provvedimento di fermo di due ragazzi minorenni gravemente indiziati del delitto.

«La drammatica vicenda», fanno sapere, «fin dalle prime battute, ha evidenziato un incredibile disagio giovanile, una sorprendente carenza di empatia emotiva e una palese incapacità di comprendere l’estremo disvalore delle azioni commesse. Questi atteggiamenti disfunzionali meritano ampio approfondimento, al pari della necessaria ricostruzione delle dinamiche e responsabilità. A tal fine sono dirette le attività investigative in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica nel tribunale per i minorenni dell’Aquila».

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