I Nas di Pescara sequestrano 12.000 mascherine, 10 persone nei guai

Segnalati all’autorità giudiziaria i titolari di 7 attività, tra cui depositi, farmacie e parafarmacie, per un totale di 10 persone. Tra gli esercizi commerciali finiti nei guai ce n'è anche uno del Pescarese

I Nas di Pescara hanno sequestrato 12.000 mascherine durante vari controlli effettuati in farmacie, parafarmacie, depositi e importatori presenti su tutto il territorio abruzzese. Segnalati all’autorità giudiziaria i titolari di 7 attività, tra cui depositi, farmacie e parafarmacie, per un totale di 10 persone, ritenute responsabili di aver immesso sul mercato:

  • dpi non conformi ai requisiti di sicurezza
  • mascherine facciali filtranti generiche presentate come dispositivi di protezione
  • mascherine facciali commercializzate come dpi, sebbene l’iter autorizzativo all’Inail non fosse ancora concluso

Tra gli esercizi commerciali finiti nei guai ce n'è anche uno del Pescarese. Adesso al vaglio degli inquirenti ci sono sia le informazioni fornite al consumatore sia le caratteristiche dei manufatti. Dai singoli rivenditori gli accertamenti, a ritroso, sono stati ampliati anche a grossisti e importatori che si trovano in altre regioni italiane.

Sono state prese in esame:

  • mascherine chirurgiche (che tecnicamente sono dispositivi medici)
  • mascherine rientranti nell’ambito dei dpi, divenute note per la sigla ffp2 o kn95
  • mascherine filtranti per la collettività

I Nas hanno passato al setaccio non solo la documentazione commerciale e di vendita, ma anche l’esistenza delle autorizzazioni alla produzione e commercializzazione, per le procedure in deroga, che avrebbero dovuto rilasciare l'Istituto Superiore di Sanità e l'Inail.

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Altre 5 persone, invece, sono state segnalate alle camere di commercio competenti per l’assenza di informazioni in lingua italiana, come imposto dal codice del consumo, sui prodotti in vendita. Nei confronti dei trasgressori sono scattate multe per diverse migliaia di euro.

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